This essays intends to explore the complex case regarding Roche and Novartis, fined in 2014 by the Italian Competition Authority for infringement of art. 101, 1°, lett. c) TFEU, as the firms were claimed to have concerted in order to provide misleading information regarding a medicinal product distributed by one of them in order to artificially segment the market. The case is particularly interesting because, in its path towards the final sentence issued by the Italian Supreme Administrative Court, several issues were presented to the European Court of Justice through the instrument of preliminary ruling regarding inter alia the definition of the relevant market in the pharmaceutical sector and the insertion of the contested conduct within the limited set of per se restrictions to art. 101.

Il presente scritto si intende ricostruire e commentare la complessa saga giudiziaria che ha visto come protagoniste le imprese Roche e Novartis (unitamente alle rispettive controllate in Italia), sanzionate nel febbraio 2014 dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato italiana per avere dato attuazione ad un’intesa restrittiva della concorrenza, unica e continuata, contraria ai dettami dell’art. 101, 1°, TFUE. La vicenda è di particolare interesse perché oggetto non solo di ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale e, successivamente, di appello dinanzi al Consiglio di Stato, ma anche per le due richieste di rinvio pregiudiziale sollevate dal giudice di ultima istanza per sciogliere importanti nodi interpretativi circa la complessa normativa di settore relativa all’autorizzazione all’immissione in commercio dei farmaci e, per quanto più strettamente attiene ail diritto della concorrenza, circa la definizione del mercato rilevante in ambito farmaceutico e l’opportunità di trattare come restrizioni per oggetto le specifiche condotte (a prima vista non rientranti tra quelle espressamente tipizzate) poste in essere dalle parti in causa.

BREVI NOTE A MARGINE DEL CASO HOFFMANN LA ROCHE ET AL. v. Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

Emanuela Arezzo
2020

Abstract

Il presente scritto si intende ricostruire e commentare la complessa saga giudiziaria che ha visto come protagoniste le imprese Roche e Novartis (unitamente alle rispettive controllate in Italia), sanzionate nel febbraio 2014 dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato italiana per avere dato attuazione ad un’intesa restrittiva della concorrenza, unica e continuata, contraria ai dettami dell’art. 101, 1°, TFUE. La vicenda è di particolare interesse perché oggetto non solo di ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale e, successivamente, di appello dinanzi al Consiglio di Stato, ma anche per le due richieste di rinvio pregiudiziale sollevate dal giudice di ultima istanza per sciogliere importanti nodi interpretativi circa la complessa normativa di settore relativa all’autorizzazione all’immissione in commercio dei farmaci e, per quanto più strettamente attiene ail diritto della concorrenza, circa la definizione del mercato rilevante in ambito farmaceutico e l’opportunità di trattare come restrizioni per oggetto le specifiche condotte (a prima vista non rientranti tra quelle espressamente tipizzate) poste in essere dalle parti in causa.
This essays intends to explore the complex case regarding Roche and Novartis, fined in 2014 by the Italian Competition Authority for infringement of art. 101, 1°, lett. c) TFEU, as the firms were claimed to have concerted in order to provide misleading information regarding a medicinal product distributed by one of them in order to artificially segment the market. The case is particularly interesting because, in its path towards the final sentence issued by the Italian Supreme Administrative Court, several issues were presented to the European Court of Justice through the instrument of preliminary ruling regarding inter alia the definition of the relevant market in the pharmaceutical sector and the insertion of the contested conduct within the limited set of per se restrictions to art. 101.
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