La protezione sociale ed, in particolare, i sistemi previdenziali possono essere interpretati come un fenomeno generale di modernizzazione, generato sia da una sempre più evidente diversità tra gli Stati, sia dalle accresciute dimensioni degli stessi.In altre parole, il Welfare State può essere inteso come una risposta alle crescenti richieste di sicurezza socioeconomica in un ambito contraddistinto da accresciute divisione del lavoro, dall’espansione dei mercati e dalla perdita da parte della famiglia della «funzione di sicurezza». Naturalmente lo Stato sociale si articola in differenti funzioni e tutti i Paesi, per ragioni culturali e storiche, assegnano a ciascuna di esse un’importanza diversa. Di conseguenza, la difficoltà di identificare un sistema ideale di protezione, per attuare le relative e specifiche riforme, appare in tutta la sua evidenza anche perché nel corso dei decenni è lo stesso ruolo dello Stato ad essersi modificato per molteplici esigenze, politiche, ideologiche ed etiche.Al di là dei criteri utilizzati per classificare il Welfare, l’interesse si va orientando verso posizioni molto diversificate ed un ripensamento dello Stato sociale in Europa, ormai necessario ed ineludibile, appare difficoltoso da interpretare in termini omogenei ed universali. Tuttavia, pur nel quadro di specifiche caratteristiche di ciascun Paese, sembrano affiorare alcuni atteggiamenti che lasciano intravedere traguardi comuni quali, ad esempio, minore tutela della durata del posto di lavoro, un ampliamento degli strumenti da utilizzare contro la povertà e una diminuzione del grado di protezione del sistema pensionistico pubblico. Del resto non va sottaciuto che in questi ultimi anni si è registrato un ampio consenso intorno all’obiettivo di modernizzare il Welfare e renderlo più conforme al contesto demografico e socioeconomico dell’Europa che è stato sottoposto, nel tempo, a incisivi cambiamenti.In sintesi, nonostante non appaia all’orizzonte un’Europa sociale più omogenea di quella del passato, i Paesi europei si stanno ponendo il problema di adeguare i loro sistemi di Welfare alle esigenze di una società che cambia, in particolare alle sfide poste dall’invecchiamento demografico e dalle mutate condizioni del mercato del lavoro. Il presente contributo, prendendo le mosse proprio da questi ultimi due fattori - così determinanti, come vedremo, per la futura sostenibilità del Welfare dei Paesi europei - vuole mettere in luce aspetti simili e dissimili della più importante funzione dello Stato sociale: i sistemi pensionistici pubblici.[...]

Convergenze e divergenze economiche e sociali dei sistemi pensionistici europei

DEL COLLE, Enrico
2004-01-01

Abstract

La protezione sociale ed, in particolare, i sistemi previdenziali possono essere interpretati come un fenomeno generale di modernizzazione, generato sia da una sempre più evidente diversità tra gli Stati, sia dalle accresciute dimensioni degli stessi.In altre parole, il Welfare State può essere inteso come una risposta alle crescenti richieste di sicurezza socioeconomica in un ambito contraddistinto da accresciute divisione del lavoro, dall’espansione dei mercati e dalla perdita da parte della famiglia della «funzione di sicurezza». Naturalmente lo Stato sociale si articola in differenti funzioni e tutti i Paesi, per ragioni culturali e storiche, assegnano a ciascuna di esse un’importanza diversa. Di conseguenza, la difficoltà di identificare un sistema ideale di protezione, per attuare le relative e specifiche riforme, appare in tutta la sua evidenza anche perché nel corso dei decenni è lo stesso ruolo dello Stato ad essersi modificato per molteplici esigenze, politiche, ideologiche ed etiche.Al di là dei criteri utilizzati per classificare il Welfare, l’interesse si va orientando verso posizioni molto diversificate ed un ripensamento dello Stato sociale in Europa, ormai necessario ed ineludibile, appare difficoltoso da interpretare in termini omogenei ed universali. Tuttavia, pur nel quadro di specifiche caratteristiche di ciascun Paese, sembrano affiorare alcuni atteggiamenti che lasciano intravedere traguardi comuni quali, ad esempio, minore tutela della durata del posto di lavoro, un ampliamento degli strumenti da utilizzare contro la povertà e una diminuzione del grado di protezione del sistema pensionistico pubblico. Del resto non va sottaciuto che in questi ultimi anni si è registrato un ampio consenso intorno all’obiettivo di modernizzare il Welfare e renderlo più conforme al contesto demografico e socioeconomico dell’Europa che è stato sottoposto, nel tempo, a incisivi cambiamenti.In sintesi, nonostante non appaia all’orizzonte un’Europa sociale più omogenea di quella del passato, i Paesi europei si stanno ponendo il problema di adeguare i loro sistemi di Welfare alle esigenze di una società che cambia, in particolare alle sfide poste dall’invecchiamento demografico e dalle mutate condizioni del mercato del lavoro. Il presente contributo, prendendo le mosse proprio da questi ultimi due fattori - così determinanti, come vedremo, per la futura sostenibilità del Welfare dei Paesi europei - vuole mettere in luce aspetti simili e dissimili della più importante funzione dello Stato sociale: i sistemi pensionistici pubblici.[...]
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