Fin dalle origini l’Istituto di Storia dell’Europa Mediterranea del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISEM) ha dedicato particolare attenzione alle attività di divulgazione delle ricerche in ambito storico, già prima che la cosiddetta Terza Missione fosse istituzionalizzata. Al principio furono mostre e pubblicazioni destinate a larghe fasce di popolazione; dopo il primo decennio del Duemila gli storici dell’Istituto, in collaborazione con altri specialisti, si sono dedicati anche ad attività di divulgazione e comunicazione scientifica attraverso allestimenti multimediali e musealizzazioni. La filosofia che ha animato queste esperienze è stata quella del coinvolgimento sensoriale e immersivo del fruitore, attraverso installazioni multimediali interattive nelle quali personaggi, monumenti e testimonianze materiali si raccontano in prima persona. Nella realizzazione dei prodotti multimediali e degli allestimenti sono state coinvolte comunità e compagnie di rievocazione storica locali. Tali esperienze hanno permesso la valorizzazione dei beni storico-culturali di alcune realtà locali (il castello medievale di Marmilla a Las Plassas; l’epigrafe cinquecentesca sull’incursione del corsaro Barbarossa a Gonnostramatza; la torre costiera di Chia a Domus de Maria) e sono diventate un modello di approccio alla valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale. Ci sono state anche criticità dovute alla difficoltà di aggiornamento dei prodotti e alla mancanza di continuità progettuale e amministrativa. Facendo tesoro di ciò, i ricercatori dell’ISEM sono ora impegnati in altri due progetti di valorizzazione del patrimonio culturale: la digitalizzazione di importanti relazioni cinquecentesche sulle coste del Regno di Sardegna attraverso la realtà aumentata e l’AI; la valorizzazione del patrimonio storico del compendio naturalistico e industriale del Parco Regionale Naturale Molentargius-Saline, in collaborazione con ASC e CRS4.
Raccontando e valorizzando il patrimonio culturale. Dalle prime esperienze ai progetti futuri del CNR-ISEM
Serreli, Giovanni
Conceptualization
;Serra, LuigiConceptualization
;
2026-01-01
Abstract
Fin dalle origini l’Istituto di Storia dell’Europa Mediterranea del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISEM) ha dedicato particolare attenzione alle attività di divulgazione delle ricerche in ambito storico, già prima che la cosiddetta Terza Missione fosse istituzionalizzata. Al principio furono mostre e pubblicazioni destinate a larghe fasce di popolazione; dopo il primo decennio del Duemila gli storici dell’Istituto, in collaborazione con altri specialisti, si sono dedicati anche ad attività di divulgazione e comunicazione scientifica attraverso allestimenti multimediali e musealizzazioni. La filosofia che ha animato queste esperienze è stata quella del coinvolgimento sensoriale e immersivo del fruitore, attraverso installazioni multimediali interattive nelle quali personaggi, monumenti e testimonianze materiali si raccontano in prima persona. Nella realizzazione dei prodotti multimediali e degli allestimenti sono state coinvolte comunità e compagnie di rievocazione storica locali. Tali esperienze hanno permesso la valorizzazione dei beni storico-culturali di alcune realtà locali (il castello medievale di Marmilla a Las Plassas; l’epigrafe cinquecentesca sull’incursione del corsaro Barbarossa a Gonnostramatza; la torre costiera di Chia a Domus de Maria) e sono diventate un modello di approccio alla valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale. Ci sono state anche criticità dovute alla difficoltà di aggiornamento dei prodotti e alla mancanza di continuità progettuale e amministrativa. Facendo tesoro di ciò, i ricercatori dell’ISEM sono ora impegnati in altri due progetti di valorizzazione del patrimonio culturale: la digitalizzazione di importanti relazioni cinquecentesche sulle coste del Regno di Sardegna attraverso la realtà aumentata e l’AI; la valorizzazione del patrimonio storico del compendio naturalistico e industriale del Parco Regionale Naturale Molentargius-Saline, in collaborazione con ASC e CRS4.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


