SUMMARY: Antimicrobial resistance (AMR) in Escherichia coli isolated from companion animals (dogs and cats) was evaluated using diagnostic samples collected between 2024 and 2026. Ten isolates were analysed by broth microdilution antimicrobial susceptibility testing (AST) using Sensititre ® COMPAN2F plates according to Clinical and Laboratory Standards Institute (CLSI) guidelines. Three isolates (30%) were classified as multidrug resistant (MDR), while only one isolate (10%) was fully susceptible to all antibiotics included in the analysis (KOIcs = 10%). Resistance patterns mainly involved β-lactams, cephalosporins and fluoroquinolones. Most isolates originated from urinary samples, highlighting the relevance of urinary tract infections (UTIs) as a potential driver of antimicrobial exposure in companion animals. The mean Multiple Antibiotic Resistance (MAR) index was 0.18, suggesting moderate antimicrobial pressure. Despite the limited number of isolates, findings confirm the circulation of resistant and multidrug-resistant E. coli strains in companion animals and support the importance of prudent antimicrobial use and continuous AMR surveillance within the One Health framework. INTRODUZIONE: L’antimicrobico-resistenza (AMR) rappresenta una delle principali minacce emergenti per la salute pubblica con rilevanti implicazioni nell’ambito dell’approccio One Health (3). L’uso degli antimicrobici ha favorito la selezione e la diffusione di ceppi batterici resistenti, riducendo l’efficacia terapeutica degli antibiotici. Gli animali da compagnia, vivendo in stretto contatto con l’uomo, possono contribuire alla diffusione di batteri resistenti e dei relativi geni di resistenza, rappresentando un potenziale reservoir epidemiologico (3). Le infezioni del tratto urinario (UTI) costituiscono una delle principali cause di prescrizione antibiotica nei piccoli animali (1,5). L’impiego frequente di β-lattamici, cefalosporine e fluorochinoloni nel trattamento delle UTI può contribuire alla selezione di ceppi resistenti, rendendo fondamentale il monitoraggio continuo dei profili di sensibilità antimicrobica (1,5). Escherichia coli è considerato uno dei principali microrganismi indicatori della pressione antibiotica, poiché riflette l’esposizione agli antimicrobici e la diffusione di determinanti genetici di resistenza trasferibili (3). I report EFSA/ECDC evidenziano livelli variabili di resistenza nei batteri indicatori, mentre le informazioni relative agli animali da compagnia risultano ancora limitate (3). Lo scopo del presente studio è stato valutare i profili di antibiotico-resistenza in ceppi di Escherichia coli isolati da campioni biologici di cani e gatti, mediante analisi dei principali indicatori epidemiologici di resistenza antimicrobica. MATERIALI E METODI: Su un totale di 74 antibiogrammi effettuati nel periodo 2024–2026 su ceppi batterici isolati da animali da compagnia, 18 sono stati relativi a ceppi isolati dalle vie urinarie, 54 da tamponi diagnostici di vari distretti corporei e 2 da campioni d’organo. Sono stati inclusi nello studio esclusivamente gli isolati identificati come Escherichia coli di cani e gatti nell’ambito dell’attività routinaria di laboratorio. I campioni comprendevano 7 campioni urinari, 2 tamponi diagnostici e 1 campione d’organo. La sensibilità agli antibiotici è stata determinata mediante antibiogramma per microdiluizione in brodo utilizzando piastre Sensititre® COMPAN2F (Thermo Fisher Scientific). L’interpretazione dei risultati è stata effettuata secondo le linee guida CLSI (2). Sono stati considerati esclusivamente gli antibiotici per i quali sono disponibili criteri interpretativi CLSI applicabili a Escherichia coli. Sono state escluse le molecole prive di breakpoint interpretativi o non ritenute informative per la valutazione dell’antimicrobico-resistenza. Gli antibiotici inclusi appartenevano alle classi delle penicilline, associazioni β-lattamico/inibitore delle β-lattamasi, cefalosporine, aminoglicosidi, fenicoli e fluorochinoloni. La multiresistenza (MDR) è stata definita come resistenza ad almeno tre differenti classi antimicrobiche. Sono stati inoltre calcolati: • Key Outcome Indicator of Complete Susceptibility (KOIcs), definito come la percentuale di isolati completamente suscettibili al pannello antibiotico considerato (3); • Multiple Antibiotic Resistance (MAR) Index, definito come il rapporto tra il numero di antibiotici verso cui ciascun isolato è risultato resistente e il numero totale di antibiotici inclusi nell’analisi. RISULTATI E DISCUSSIONE: Tra i 10 ceppi di Escherichia coli analizzati, un solo ceppo è risultato completamente sensibile agli antimicrobici inclusi nello studio (KOIcs = 10%), mentre tre ceppi sono stati classificati come multidrug resistant (MDR). Le resistenze osservate hanno interessato β-lattamici, cefalosporine e fluorochinoloni, classi frequentemente impiegate nella pratica clinica degli animali da compagnia (1,5) e rilevanti nell’ambito delle strategie di antimicrobial stewardship (3,4,5). I risultati ottenuti indicano una pressione selettiva associata al trattamento delle infezioni del tratto urinario (UTI), tra le principali cause di prescrizione di antimicrobici nei cani e nei gatti (1,5). Il valore medio del Multiple Antibiotic Resistance (MAR) Index è risultato pari a 0,18, suggerendo una pressione antimicrobica complessivamente moderata nella popolazione studiata. Tuttavia, il basso valore di KOIcs e la presenza di ceppi MDR, indicano che la diffusione di resistenze non possa essere considerata del tutto trascurabile. Sebbene il numero di isolati esaminati sia limitato, il presente studio fornisce i primi dati preliminari sull’antimicrobico-resistenza in E. coli isolati da animali da compagnia nel territorio abruzzese, utilizzando il metodo della microdiluizione in piastra (MIC). I risultati sono in linea con quanto riportato da recenti studi condotti nel medesimo ambito anche se con metodi diversi (3,4). Tali evidenze sottolineano l'importanza di programmi di sorveglianza dell'antimicrobico-resistenza e di un utilizzo prudente e mirato degli antimicrobici secondo i principi dell'approccio One Health.
Studio preliminare dei profili di antibiotico-resistenza di Escherichia coli in animali da compagnia della Regione Abruzzo
Menozzi A.;
2026-01-01
Abstract
SUMMARY: Antimicrobial resistance (AMR) in Escherichia coli isolated from companion animals (dogs and cats) was evaluated using diagnostic samples collected between 2024 and 2026. Ten isolates were analysed by broth microdilution antimicrobial susceptibility testing (AST) using Sensititre ® COMPAN2F plates according to Clinical and Laboratory Standards Institute (CLSI) guidelines. Three isolates (30%) were classified as multidrug resistant (MDR), while only one isolate (10%) was fully susceptible to all antibiotics included in the analysis (KOIcs = 10%). Resistance patterns mainly involved β-lactams, cephalosporins and fluoroquinolones. Most isolates originated from urinary samples, highlighting the relevance of urinary tract infections (UTIs) as a potential driver of antimicrobial exposure in companion animals. The mean Multiple Antibiotic Resistance (MAR) index was 0.18, suggesting moderate antimicrobial pressure. Despite the limited number of isolates, findings confirm the circulation of resistant and multidrug-resistant E. coli strains in companion animals and support the importance of prudent antimicrobial use and continuous AMR surveillance within the One Health framework. INTRODUZIONE: L’antimicrobico-resistenza (AMR) rappresenta una delle principali minacce emergenti per la salute pubblica con rilevanti implicazioni nell’ambito dell’approccio One Health (3). L’uso degli antimicrobici ha favorito la selezione e la diffusione di ceppi batterici resistenti, riducendo l’efficacia terapeutica degli antibiotici. Gli animali da compagnia, vivendo in stretto contatto con l’uomo, possono contribuire alla diffusione di batteri resistenti e dei relativi geni di resistenza, rappresentando un potenziale reservoir epidemiologico (3). Le infezioni del tratto urinario (UTI) costituiscono una delle principali cause di prescrizione antibiotica nei piccoli animali (1,5). L’impiego frequente di β-lattamici, cefalosporine e fluorochinoloni nel trattamento delle UTI può contribuire alla selezione di ceppi resistenti, rendendo fondamentale il monitoraggio continuo dei profili di sensibilità antimicrobica (1,5). Escherichia coli è considerato uno dei principali microrganismi indicatori della pressione antibiotica, poiché riflette l’esposizione agli antimicrobici e la diffusione di determinanti genetici di resistenza trasferibili (3). I report EFSA/ECDC evidenziano livelli variabili di resistenza nei batteri indicatori, mentre le informazioni relative agli animali da compagnia risultano ancora limitate (3). Lo scopo del presente studio è stato valutare i profili di antibiotico-resistenza in ceppi di Escherichia coli isolati da campioni biologici di cani e gatti, mediante analisi dei principali indicatori epidemiologici di resistenza antimicrobica. MATERIALI E METODI: Su un totale di 74 antibiogrammi effettuati nel periodo 2024–2026 su ceppi batterici isolati da animali da compagnia, 18 sono stati relativi a ceppi isolati dalle vie urinarie, 54 da tamponi diagnostici di vari distretti corporei e 2 da campioni d’organo. Sono stati inclusi nello studio esclusivamente gli isolati identificati come Escherichia coli di cani e gatti nell’ambito dell’attività routinaria di laboratorio. I campioni comprendevano 7 campioni urinari, 2 tamponi diagnostici e 1 campione d’organo. La sensibilità agli antibiotici è stata determinata mediante antibiogramma per microdiluizione in brodo utilizzando piastre Sensititre® COMPAN2F (Thermo Fisher Scientific). L’interpretazione dei risultati è stata effettuata secondo le linee guida CLSI (2). Sono stati considerati esclusivamente gli antibiotici per i quali sono disponibili criteri interpretativi CLSI applicabili a Escherichia coli. Sono state escluse le molecole prive di breakpoint interpretativi o non ritenute informative per la valutazione dell’antimicrobico-resistenza. Gli antibiotici inclusi appartenevano alle classi delle penicilline, associazioni β-lattamico/inibitore delle β-lattamasi, cefalosporine, aminoglicosidi, fenicoli e fluorochinoloni. La multiresistenza (MDR) è stata definita come resistenza ad almeno tre differenti classi antimicrobiche. Sono stati inoltre calcolati: • Key Outcome Indicator of Complete Susceptibility (KOIcs), definito come la percentuale di isolati completamente suscettibili al pannello antibiotico considerato (3); • Multiple Antibiotic Resistance (MAR) Index, definito come il rapporto tra il numero di antibiotici verso cui ciascun isolato è risultato resistente e il numero totale di antibiotici inclusi nell’analisi. RISULTATI E DISCUSSIONE: Tra i 10 ceppi di Escherichia coli analizzati, un solo ceppo è risultato completamente sensibile agli antimicrobici inclusi nello studio (KOIcs = 10%), mentre tre ceppi sono stati classificati come multidrug resistant (MDR). Le resistenze osservate hanno interessato β-lattamici, cefalosporine e fluorochinoloni, classi frequentemente impiegate nella pratica clinica degli animali da compagnia (1,5) e rilevanti nell’ambito delle strategie di antimicrobial stewardship (3,4,5). I risultati ottenuti indicano una pressione selettiva associata al trattamento delle infezioni del tratto urinario (UTI), tra le principali cause di prescrizione di antimicrobici nei cani e nei gatti (1,5). Il valore medio del Multiple Antibiotic Resistance (MAR) Index è risultato pari a 0,18, suggerendo una pressione antimicrobica complessivamente moderata nella popolazione studiata. Tuttavia, il basso valore di KOIcs e la presenza di ceppi MDR, indicano che la diffusione di resistenze non possa essere considerata del tutto trascurabile. Sebbene il numero di isolati esaminati sia limitato, il presente studio fornisce i primi dati preliminari sull’antimicrobico-resistenza in E. coli isolati da animali da compagnia nel territorio abruzzese, utilizzando il metodo della microdiluizione in piastra (MIC). I risultati sono in linea con quanto riportato da recenti studi condotti nel medesimo ambito anche se con metodi diversi (3,4). Tali evidenze sottolineano l'importanza di programmi di sorveglianza dell'antimicrobico-resistenza e di un utilizzo prudente e mirato degli antimicrobici secondo i principi dell'approccio One Health.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


