Il presente contributo si propone di analizzare l’evoluzione del regime sanzionatorio dell’Unione europea nei confronti della Federazione Russa alla luce dell’aggressione all’Ucraina, con particolare attenzione alle trasformazioni che ne hanno ampliato la portata settoriale e l’intensità. In un contesto segnato dall’utilizzo delle misure restrittive quale strumento di pressione economico-finanziaria volto a incidere sulla capacità dello Stato terzo di sostenere l’azione militare, il lavoro si concentra sulla progressiva estensione e sulla natura sistemica di un regime che, per ampiezza e tempestività, rappresenta un unicum nella prassi dell’Unione. L’analisi si sviluppa, in primo luogo, esaminando il modello “classico” delle misure restrittive fondato sul combinato disposto degli artt. 29 TUE e 215 TFUE e la sua logica bifasica, per proseguire approfondendo il nuovo assetto introdotto dal Regolamento (UE) n. 2025/2600 e la scelta della sua base giuridica, individuata nell’art. 122 TFUE quale clausola emergenziale interna all’Unione economica e monetaria. Il contributo si concentra quindi sul delicato rapporto tra diritto dell’emergenza e politica estera e di sicurezza comune, nonché sulle implicazioni derivanti dall’adozione di misure aventi effetti potenzialmente permanenti su asset sovrani di uno Stato terzo, per concludersi con una riflessione sulla tenuta del principio di attribuzione e sull’equilibrio tra competenze interne ed esterne dell’Unione

Profili critici del Regolamento (UE) n. 2025/2600 sugli assets russi: strumento a tutela dell’Unione economica e monetaria o misura restrittiva?

Alessandro Nato
2026-01-01

Abstract

Il presente contributo si propone di analizzare l’evoluzione del regime sanzionatorio dell’Unione europea nei confronti della Federazione Russa alla luce dell’aggressione all’Ucraina, con particolare attenzione alle trasformazioni che ne hanno ampliato la portata settoriale e l’intensità. In un contesto segnato dall’utilizzo delle misure restrittive quale strumento di pressione economico-finanziaria volto a incidere sulla capacità dello Stato terzo di sostenere l’azione militare, il lavoro si concentra sulla progressiva estensione e sulla natura sistemica di un regime che, per ampiezza e tempestività, rappresenta un unicum nella prassi dell’Unione. L’analisi si sviluppa, in primo luogo, esaminando il modello “classico” delle misure restrittive fondato sul combinato disposto degli artt. 29 TUE e 215 TFUE e la sua logica bifasica, per proseguire approfondendo il nuovo assetto introdotto dal Regolamento (UE) n. 2025/2600 e la scelta della sua base giuridica, individuata nell’art. 122 TFUE quale clausola emergenziale interna all’Unione economica e monetaria. Il contributo si concentra quindi sul delicato rapporto tra diritto dell’emergenza e politica estera e di sicurezza comune, nonché sulle implicazioni derivanti dall’adozione di misure aventi effetti potenzialmente permanenti su asset sovrani di uno Stato terzo, per concludersi con una riflessione sulla tenuta del principio di attribuzione e sull’equilibrio tra competenze interne ed esterne dell’Unione
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11575/175080
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