This essay examines the building site of the Royal Palace of Caserta as a complex system in which artistic production was closely integrated with the administrative and economic procedures of a large state enterprise. Starting from a comparison with major eighteenth-century European building sites and from the Roman tradition of art evaluation—reconstructed through Giulio Mancini and Carlo Maratti—the study focuses on Luigi Vanvitelli’s role in assessing the value of works executed by painters, sculptors, and craftsmen. The documentation produced within the construction site—reports, estimates, and registers—makes it possible to analyse the criteria used to determine payments, based on quality of execution, technical difficulty, and the function of each work within the overall decorative programme. A series of case studies (Starace, Ferdecchini, Violani, Solari) highlights both differences and consistencies across artistic categories, revealing a coherent system of evaluation. The Palace of Caserta thus emerges as a key observatory for understanding how artistic labour was organised, assessed, and remunerated in Ancien Régime Europe.
Il saggio analizza il cantiere della Reggia di Caserta come un sistema complesso nel quale la produzione artistica si integra con le procedure amministrative ed economiche di una grande impresa di Stato. A partire dal confronto con altri cantieri europei del Settecento e dalla tradizione romana della valutazione artistica, ricostruita attraverso Giulio Mancini e Carlo Maratti, il contributo esamina il ruolo svolto da Luigi Vanvitelli nella determinazione del valore delle opere realizzate da pittori, scultori e artigiani. La documentazione prodotta nel cantiere – relazioni, stime e registri – consente di seguire da vicino i criteri adottati nella definizione dei compensi, fondati su qualità dell’esecuzione, difficoltà tecnica e funzione delle opere. L’analisi di alcuni casi di studio (Starace, Ferdecchini, Violani, Solari) permette di mettere in luce differenze e analogie tra le diverse categorie di artisti e di evidenziare la coerenza dei criteri di valutazione applicati. La Reggia emerge così come un osservatorio privilegiato per comprendere i meccanismi di organizzazione, valutazione e remunerazione del lavoro artistico nell’Europa dell’Ancien Régime.
Luigi Vanvitelli alla Reggia di Caserta: dall’architettura alla misura dei lavori
Paolo Coen
In corso di stampa
Abstract
Il saggio analizza il cantiere della Reggia di Caserta come un sistema complesso nel quale la produzione artistica si integra con le procedure amministrative ed economiche di una grande impresa di Stato. A partire dal confronto con altri cantieri europei del Settecento e dalla tradizione romana della valutazione artistica, ricostruita attraverso Giulio Mancini e Carlo Maratti, il contributo esamina il ruolo svolto da Luigi Vanvitelli nella determinazione del valore delle opere realizzate da pittori, scultori e artigiani. La documentazione prodotta nel cantiere – relazioni, stime e registri – consente di seguire da vicino i criteri adottati nella definizione dei compensi, fondati su qualità dell’esecuzione, difficoltà tecnica e funzione delle opere. L’analisi di alcuni casi di studio (Starace, Ferdecchini, Violani, Solari) permette di mettere in luce differenze e analogie tra le diverse categorie di artisti e di evidenziare la coerenza dei criteri di valutazione applicati. La Reggia emerge così come un osservatorio privilegiato per comprendere i meccanismi di organizzazione, valutazione e remunerazione del lavoro artistico nell’Europa dell’Ancien Régime.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


