In un’epoca come quella che stiamo vivendo, sottoposta a repentine accelerazioni tecnologiche e sociali e all’azione continua di forze centrifughe economiche e politiche a livello globale, la ricerca spasmodica di punti di equilibrio e di chiavi di lettura maggiormente orientative, nonché la necessità di una convergenza tra sviluppo e sostenibilità, assumono un ruolo di primo piano. I processi di gestione della modernità sono complessi e non sempre padroneggiabili, e non è neppure agevole conciliare la crescita con il bilanciamento delle componenti naturali e il rapporto tra l’individuo, la comunità, le risorse e un mondo interconnesso. I due aspetti dello sviluppo e della sostenibilità, anche se appaiono in antitesi, non sono irreversibilmente incompatibili, perché l’uomo ha saputo altresì indirizzare energie e ricerche verso la correzione delle discrasie che si manifestano continuamente a causa della mutevolezza dei fattori ma non sistematicamente. La tecnologia dispiega i suoi campi di applicazione non solo nello sfruttamento dell’esistente, ma anche per favorire la rinnovabilità di ciò che occorre all’uomo e al suo sistema sociale di riferimento sia per necessità sia per bisogni indotti, in una strutturazione molto complessa che richiede pianificazione e scelte. In questo è aiutato proprio da una presa di coscienza singola e collettiva, che passa sotto le diverse etichette degli “ismi” (ambientalismo, naturalismo, ecologismo, attivismo, movimentismo) e dalla consapevolezza che le risorse non sono infinite e che la crescita della domanda anche per la crescita esponenziale della popolazione mondiale costringe a prevenire i problemi, oltre che a tentare di risolverli quando si manifestano in scala graduata. Termini come riuso, riciclaggio, rigenerazione, appartengono al vocabolario dell’uomo contemporaneo molto più che in un recente passato. L’affermazione della società dei consumi ha sconvolto gli equilibri preesistenti. La maturazione di una diversa e meno superficiale coscienza, negli ultimi decenni tra la fine del XX e l’inizio XXI secolo, ha cercato di compenetrare le esigenze di accresciuti bisogni e l’indifferibile soluzione al rischio di compromettere la proiezione in avanti del progresso a scapito delle generazioni che verranno. Il volume contribuisce a una presa d’atto consapevole del presente proprio attraverso le esperienze storiche, nella comprensione delle formulazioni giuridiche e delle sue conseguenze, alcune delle quali giunte nella loro generalità e astrattezza sino ai giorni nostri. Il saggio può prestarsi a una finalità didattica, anche se possiede una filosofia d’impianto che lo rende più indirizzato verso gli specialisti, che non sono necessariamente i soli giuristi. Il tessuto multidisciplinare consente infatti un allargamento di prospettiva che rende più agevole seguire l’analisi e gli sviluppi, condotti dall’autore con manifesta sicurezza degli argomenti e persino brillante capacità di sintesi concettuale.

Individuo e comunità. Considerazioni storico-giuridiche sull’individualismo

Luigi Sandirocco
2022-01-01

Abstract

In un’epoca come quella che stiamo vivendo, sottoposta a repentine accelerazioni tecnologiche e sociali e all’azione continua di forze centrifughe economiche e politiche a livello globale, la ricerca spasmodica di punti di equilibrio e di chiavi di lettura maggiormente orientative, nonché la necessità di una convergenza tra sviluppo e sostenibilità, assumono un ruolo di primo piano. I processi di gestione della modernità sono complessi e non sempre padroneggiabili, e non è neppure agevole conciliare la crescita con il bilanciamento delle componenti naturali e il rapporto tra l’individuo, la comunità, le risorse e un mondo interconnesso. I due aspetti dello sviluppo e della sostenibilità, anche se appaiono in antitesi, non sono irreversibilmente incompatibili, perché l’uomo ha saputo altresì indirizzare energie e ricerche verso la correzione delle discrasie che si manifestano continuamente a causa della mutevolezza dei fattori ma non sistematicamente. La tecnologia dispiega i suoi campi di applicazione non solo nello sfruttamento dell’esistente, ma anche per favorire la rinnovabilità di ciò che occorre all’uomo e al suo sistema sociale di riferimento sia per necessità sia per bisogni indotti, in una strutturazione molto complessa che richiede pianificazione e scelte. In questo è aiutato proprio da una presa di coscienza singola e collettiva, che passa sotto le diverse etichette degli “ismi” (ambientalismo, naturalismo, ecologismo, attivismo, movimentismo) e dalla consapevolezza che le risorse non sono infinite e che la crescita della domanda anche per la crescita esponenziale della popolazione mondiale costringe a prevenire i problemi, oltre che a tentare di risolverli quando si manifestano in scala graduata. Termini come riuso, riciclaggio, rigenerazione, appartengono al vocabolario dell’uomo contemporaneo molto più che in un recente passato. L’affermazione della società dei consumi ha sconvolto gli equilibri preesistenti. La maturazione di una diversa e meno superficiale coscienza, negli ultimi decenni tra la fine del XX e l’inizio XXI secolo, ha cercato di compenetrare le esigenze di accresciuti bisogni e l’indifferibile soluzione al rischio di compromettere la proiezione in avanti del progresso a scapito delle generazioni che verranno. Il volume contribuisce a una presa d’atto consapevole del presente proprio attraverso le esperienze storiche, nella comprensione delle formulazioni giuridiche e delle sue conseguenze, alcune delle quali giunte nella loro generalità e astrattezza sino ai giorni nostri. Il saggio può prestarsi a una finalità didattica, anche se possiede una filosofia d’impianto che lo rende più indirizzato verso gli specialisti, che non sono necessariamente i soli giuristi. Il tessuto multidisciplinare consente infatti un allargamento di prospettiva che rende più agevole seguire l’analisi e gli sviluppi, condotti dall’autore con manifesta sicurezza degli argomenti e persino brillante capacità di sintesi concettuale.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11575/124881
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