Il recente progetto di comunicazione della Commissione in materia di concentrazioni inserisce, nel novero degli elementi necessari per valutare l’effettiva anticompetitività di un’operazione, il potere di mercato degli acquirenti. La Commissione, infatti, senza troppo dilungarsi sulla manifestazione classica del potere dei compratori, ovvero di quella che trova il suo corrispettivo nel modello del monopsonio, presenta il buyer power nella sua veste “positiva”, quale fattore controbilanciante  countervailing -- in grado di contrastare l’aumento di potere economico che potrebbe far seguito all’operazione di concentrazione. Bisogna, tuttavia, procedere con cautela. Se, infatti, un’analisi del potere di mercato dell’acquirente si presta certamente a fornire una valutazione più completa dei possibili effetti della concentrazione nel mercato, in particolare quelli verticali, il presumerne in ogni caso un effetto contrastante può essere fuorviante. Sebbene, infatti, il buyer power non sia un argomento estraneo alla letteratura giuseconomica, la precedente casistica dimostra sostanziali incertezze in merito agli strumenti di valutazione disponibili e perfino in riferimento al mercato da analizzare. Il presente studio, partendo dall’analisi del nuovo dato normativo  la proposta di comunicazione , si propone di circoscrivere esattamente il fenomeno del potere degli acquirenti e di analizzarlo nei suoi molteplici effetti economici. Successivamente, una volta assoldata l’insufficienza del ricorso allo strumentario economico tradizionale  che chiaramente riflette un’analisi modellata sul potere dei venditori , si cercherà di fornire ragguagli ed indicazioni, innanzitutto, in merito ad una corretta definizione del mercato rilevante e, successivamente, in relazione alle variabili che più rilevano nell’analisi di tale forma di market power: elasticità e sostituibilità dell’offerta.

"Luci e ombre del buyer power"

AREZZO, Emanuela
2003

Abstract

Il recente progetto di comunicazione della Commissione in materia di concentrazioni inserisce, nel novero degli elementi necessari per valutare l’effettiva anticompetitività di un’operazione, il potere di mercato degli acquirenti. La Commissione, infatti, senza troppo dilungarsi sulla manifestazione classica del potere dei compratori, ovvero di quella che trova il suo corrispettivo nel modello del monopsonio, presenta il buyer power nella sua veste “positiva”, quale fattore controbilanciante  countervailing -- in grado di contrastare l’aumento di potere economico che potrebbe far seguito all’operazione di concentrazione. Bisogna, tuttavia, procedere con cautela. Se, infatti, un’analisi del potere di mercato dell’acquirente si presta certamente a fornire una valutazione più completa dei possibili effetti della concentrazione nel mercato, in particolare quelli verticali, il presumerne in ogni caso un effetto contrastante può essere fuorviante. Sebbene, infatti, il buyer power non sia un argomento estraneo alla letteratura giuseconomica, la precedente casistica dimostra sostanziali incertezze in merito agli strumenti di valutazione disponibili e perfino in riferimento al mercato da analizzare. Il presente studio, partendo dall’analisi del nuovo dato normativo  la proposta di comunicazione , si propone di circoscrivere esattamente il fenomeno del potere degli acquirenti e di analizzarlo nei suoi molteplici effetti economici. Successivamente, una volta assoldata l’insufficienza del ricorso allo strumentario economico tradizionale  che chiaramente riflette un’analisi modellata sul potere dei venditori , si cercherà di fornire ragguagli ed indicazioni, innanzitutto, in merito ad una corretta definizione del mercato rilevante e, successivamente, in relazione alle variabili che più rilevano nell’analisi di tale forma di market power: elasticità e sostituibilità dell’offerta.
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