L’elaborato esamina il lento processo di emersione dell’interesse alla tutela dell’ambiente nell’ordinamento internazionale, a livello delle politiche e del diritto UE e sul piano normativo nazionale. Sul piano del diritto interno, il tema della tutela dell’ambiente viene, inoltre, inquadrato a livello substatale, con particolare riferimento all’approccio politico e normativo della Regione Abruzzo. L’analisi suddetta non rimane circoscritta entro i confini nazionali, spingendosi dunque fino ad individuare gli aspetti salienti della legislazione in materia ambientale negli altri Stati della Macroregione Adriatica. Viene, pertanto, effettuata una ricognizione in chiave comparatistica delle disposizioni costituzionali, legislative e regolamentari di Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Montenegro e Grecia in materia di protezione della terra, delle ricchezze naturali, delle acque e dell’atmosfera, in materia di sfruttamento sostenibile delle risorse ambientali e di gestione dei rifiuti, nonché in materia di istituzione e tutela delle aree protette (parchi e aree marine). Il lavoro si conclude con la prospettazione delle possibili forme di collaborazione tra i diversi livelli di governo rintracciabili nei diversi Stati che compongono la Macroregione; a tal fine viene proposta sia una collaborazione tra gli Stati (tesa alla promozione e alla valorizzazione delle Aree Marine Specialmente Protette (ASPIM), già esistenti; nonché ad ampliare la lista delle ASPIM, ove si ritenesse che quelle attualmente esistenti non siano sufficienti a garantire la conservazione delle peculiarità biologiche dell’area considerata), sia una collaborazione di carattere regionale (volta a sviluppare programmi educativi in materia di tutela dell’ambiente, delle biodiversità, dei mari e delle coste; nonché a sollecitare la predisposizione di “codici di buone pratiche” da parte degli Stati) e locale (finalizzata, tra l’altro, allo scambio internazionale di informazioni ed esperienze tecnico-scientifiche in materia di tutela e gestione delle acque e delle coste).

Environmental Protection at the Multilevel Environmental Governance: What Perspectives for the Adriatic Macro-Region

Enzo, Di Salvatore;Marina, D'Orsogna;Scaccia, Gino;Tiscar, pietro giorgio;Braga, Adolfo;Ciccarelli, Andrea;
2016

Abstract

L’elaborato esamina il lento processo di emersione dell’interesse alla tutela dell’ambiente nell’ordinamento internazionale, a livello delle politiche e del diritto UE e sul piano normativo nazionale. Sul piano del diritto interno, il tema della tutela dell’ambiente viene, inoltre, inquadrato a livello substatale, con particolare riferimento all’approccio politico e normativo della Regione Abruzzo. L’analisi suddetta non rimane circoscritta entro i confini nazionali, spingendosi dunque fino ad individuare gli aspetti salienti della legislazione in materia ambientale negli altri Stati della Macroregione Adriatica. Viene, pertanto, effettuata una ricognizione in chiave comparatistica delle disposizioni costituzionali, legislative e regolamentari di Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Montenegro e Grecia in materia di protezione della terra, delle ricchezze naturali, delle acque e dell’atmosfera, in materia di sfruttamento sostenibile delle risorse ambientali e di gestione dei rifiuti, nonché in materia di istituzione e tutela delle aree protette (parchi e aree marine). Il lavoro si conclude con la prospettazione delle possibili forme di collaborazione tra i diversi livelli di governo rintracciabili nei diversi Stati che compongono la Macroregione; a tal fine viene proposta sia una collaborazione tra gli Stati (tesa alla promozione e alla valorizzazione delle Aree Marine Specialmente Protette (ASPIM), già esistenti; nonché ad ampliare la lista delle ASPIM, ove si ritenesse che quelle attualmente esistenti non siano sufficienti a garantire la conservazione delle peculiarità biologiche dell’area considerata), sia una collaborazione di carattere regionale (volta a sviluppare programmi educativi in materia di tutela dell’ambiente, delle biodiversità, dei mari e delle coste; nonché a sollecitare la predisposizione di “codici di buone pratiche” da parte degli Stati) e locale (finalizzata, tra l’altro, allo scambio internazionale di informazioni ed esperienze tecnico-scientifiche in materia di tutela e gestione delle acque e delle coste).
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