Il volume raccoglie le lezioni tenute nel Corso di dottorato in«Tutela dei diritti fondamentali – Diritto pubblico italiano ed europeo» presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli studidi Teramo durante l’anno accademico 2010-2011 per i giovani ricercatoridel XXIII, XXIV e XXV ciclo.«Il processo di integrazione europea» è il tema – molto ampio –che ha rappresentato il filo rosso delle numerose lezioni, ed anchedegli interventi che alcuni dottorandi hanno fatto confluire nella raccoltadi scritti.L’ampiezza dell’argomento lascia intendere come l’obiettivo delCollegio dei docenti non fosse quello di fornire una trattazione sistematicae a tutto tondo di un ordinamento tanto complesso bensìquella di rinnovare l’attenzione di ciascuno studioso sulle questionicostituzionali più attuali e dibattute alla luce del Trattato di riformafirmato a Lisbona il 13 dicembre 2007 ed entrato in vigore, nei ventisettestati membri, il primo dicembre 2009. Questa avvertenza fungeanche da giustificazione delle inevitabili mancanze rispetto al complessodegli argomenti che il tema generale ricomprende.Il punto di partenza è il disegno istituzionale dell’Unione Europeaa cui è dedicata l’analisi di Stelio Mangiameli. Il nuovo Trattatoha profondamente innovato questo quadro pur senza sciogliere il ricorrenteinterrogativo sulla natura statale o federale dell’ente maggiore.È così possibile interrogarsi sui progressi del principio democratico,sul riparto delle competenze, sul principio dell’Einzelermaechtigungkompetenz,sulla forma di governo ma anche sulla rappresentanzaesterna e interna dell’Unione.Alla democrazia partecipativa è dedicato il contributo di EnzoDi Salvatore per comprendere se essa si configuri come una entitàintermedia tra le due più consolidate nozioni di democrazia: quellarappresentativa e quella diretta. Ne segue una ricostruzione della que-VIIstione del deficit democratico di cui si è discorso fin dall’entrata invigore dei Trattati istitutivi delle Comunità europee nel 1951-1957.Paolo Colasante ha dedicato il proprio intervento al riparto dellecompetenze fra l’Unione e gli Stati esaminando l’evoluzione a partiredal Trattato di Nizza, le categorie di competenze, la clausola diflessibilità, i principi di attribuzione, di proporzionalità e di sussidiarietà.Massimiliano Mezzanotte ci introduce nella più politica delle trefunzioni classiche, quella legislativa, che la riforma riserva oramai prevalentementealla co-decisione di Parlamento e Consiglio secondo ilnuovo modello della procedura legislativa ordinaria. La sua analisi èdedicata al diritto di iniziativa popolare sulla cui capacità di dare voceal demos europeo è ragionevole dubitare a causa della natura sostanzialmentesollecitatoria di un «potere» in realtà mediato dalla Commissioneeuropea.Ne segue l’esame del procedimento legislativo ordinario e di duedei procedimenti speciali più frequenti, il procedimento di consultazionee quello di assenso (Giuseppe Marazzita). L’occasione richiedeun richiamo al sistema delle fonti normative comunitarie per concentrarepoi l’attenzione sulle sottofasi dell’iter legis ordinario: l’analisidelle tre letture e dell’eventuale fase di conciliazione è accompagnatadalla rappresentazione grafica dei diagrammi di flusso.Alla ricostruzione dogmatica del principio di sussidiarietà nellesue diverse accezioni è dedicato l’intervento di Gino Scaccia, il qualeesamina anche i rapporti tra il principio e le tradizionali tecniche diorganizzazione delle competenze e i dispositivi sussidiari specificamenteoperanti nell’ordinamento comunitario.Eduardo Gianfrancesco offre una ricostruzione sistematica dellapolitica estera e di sicurezza europea (PESC) dal punto di vista deisoggetti titolari di competenze, degli atti e procedimenti, nei quali talicompetenze si manife[...]

Il proceso di integrazione europea dopo il Trattato di Lisbona

MARAZZITA, Giuseppe
2012

Abstract

Il volume raccoglie le lezioni tenute nel Corso di dottorato in«Tutela dei diritti fondamentali – Diritto pubblico italiano ed europeo» presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli studidi Teramo durante l’anno accademico 2010-2011 per i giovani ricercatoridel XXIII, XXIV e XXV ciclo.«Il processo di integrazione europea» è il tema – molto ampio –che ha rappresentato il filo rosso delle numerose lezioni, ed anchedegli interventi che alcuni dottorandi hanno fatto confluire nella raccoltadi scritti.L’ampiezza dell’argomento lascia intendere come l’obiettivo delCollegio dei docenti non fosse quello di fornire una trattazione sistematicae a tutto tondo di un ordinamento tanto complesso bensìquella di rinnovare l’attenzione di ciascuno studioso sulle questionicostituzionali più attuali e dibattute alla luce del Trattato di riformafirmato a Lisbona il 13 dicembre 2007 ed entrato in vigore, nei ventisettestati membri, il primo dicembre 2009. Questa avvertenza fungeanche da giustificazione delle inevitabili mancanze rispetto al complessodegli argomenti che il tema generale ricomprende.Il punto di partenza è il disegno istituzionale dell’Unione Europeaa cui è dedicata l’analisi di Stelio Mangiameli. Il nuovo Trattatoha profondamente innovato questo quadro pur senza sciogliere il ricorrenteinterrogativo sulla natura statale o federale dell’ente maggiore.È così possibile interrogarsi sui progressi del principio democratico,sul riparto delle competenze, sul principio dell’Einzelermaechtigungkompetenz,sulla forma di governo ma anche sulla rappresentanzaesterna e interna dell’Unione.Alla democrazia partecipativa è dedicato il contributo di EnzoDi Salvatore per comprendere se essa si configuri come una entitàintermedia tra le due più consolidate nozioni di democrazia: quellarappresentativa e quella diretta. Ne segue una ricostruzione della que-VIIstione del deficit democratico di cui si è discorso fin dall’entrata invigore dei Trattati istitutivi delle Comunità europee nel 1951-1957.Paolo Colasante ha dedicato il proprio intervento al riparto dellecompetenze fra l’Unione e gli Stati esaminando l’evoluzione a partiredal Trattato di Nizza, le categorie di competenze, la clausola diflessibilità, i principi di attribuzione, di proporzionalità e di sussidiarietà.Massimiliano Mezzanotte ci introduce nella più politica delle trefunzioni classiche, quella legislativa, che la riforma riserva oramai prevalentementealla co-decisione di Parlamento e Consiglio secondo ilnuovo modello della procedura legislativa ordinaria. La sua analisi èdedicata al diritto di iniziativa popolare sulla cui capacità di dare voceal demos europeo è ragionevole dubitare a causa della natura sostanzialmentesollecitatoria di un «potere» in realtà mediato dalla Commissioneeuropea.Ne segue l’esame del procedimento legislativo ordinario e di duedei procedimenti speciali più frequenti, il procedimento di consultazionee quello di assenso (Giuseppe Marazzita). L’occasione richiedeun richiamo al sistema delle fonti normative comunitarie per concentrarepoi l’attenzione sulle sottofasi dell’iter legis ordinario: l’analisidelle tre letture e dell’eventuale fase di conciliazione è accompagnatadalla rappresentazione grafica dei diagrammi di flusso.Alla ricostruzione dogmatica del principio di sussidiarietà nellesue diverse accezioni è dedicato l’intervento di Gino Scaccia, il qualeesamina anche i rapporti tra il principio e le tradizionali tecniche diorganizzazione delle competenze e i dispositivi sussidiari specificamenteoperanti nell’ordinamento comunitario.Eduardo Gianfrancesco offre una ricostruzione sistematica dellapolitica estera e di sicurezza europea (PESC) dal punto di vista deisoggetti titolari di competenze, degli atti e procedimenti, nei quali talicompetenze si manife[...]
9788849523348
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