Non una introduzione agli studi sullo spettacolo e neppure un manuale; piuttosto una serie di osservazioni intorno al termine “spettacolo”, sia come categoria “contenitore” usata per denominare cose e manifestazioni assai eterogenee, sia come strumento di pensiero che presupporrebbe una certa forza conoscitiva rispetto agli oggetti e ai fenomeni cui si applica. Cosa è “spettacolo” e cosa non lo è? Per quale motivo chiamiamo “spettacolo” la messa in scena di Amleto in un teatro, la proiezione di un film in una sala cinematografica al pari della sua fruizione domestica, il varietà televisivo del sabato sera, la finale della Coppa dei Campioni di calcio o ancora le evoluzioni di animali ammaestrati al circo? Sia dal punto di vista storico che da quello teorico lo spettacolo del XX secolo, e del XXI che è appena iniziato, è segnato dall’incontro/scontro fra cinema e teatro o, come sembra più corretto dire, fra spettacoli “dal vivo” e spettacoli “tecnicamente riprodotti”. Che ripercussioni tutto ciò comporta sui metodi di indagine e su ciò che tradizionalemente crediamo di conoscere circa lo spettacolo? Il volume propone una mappa fenomenologica degli “spettacoli” nella realtà contemporanea, una ricognizione critica della nozione di “spettacolo” e infine una riflessione intorno ad alcune categorie utilizzabili per differenziare adeguatamente le metodologie di studio delle due tipologie di “spettacolo”, quella “dal vivo” e quella “tecnologicamente riprodotta”.[...]

Opere e flussi. Osservazioni sullo spettacolo come oggetto di studio

DERIU, Fabrizio
2004

Abstract

Non una introduzione agli studi sullo spettacolo e neppure un manuale; piuttosto una serie di osservazioni intorno al termine “spettacolo”, sia come categoria “contenitore” usata per denominare cose e manifestazioni assai eterogenee, sia come strumento di pensiero che presupporrebbe una certa forza conoscitiva rispetto agli oggetti e ai fenomeni cui si applica. Cosa è “spettacolo” e cosa non lo è? Per quale motivo chiamiamo “spettacolo” la messa in scena di Amleto in un teatro, la proiezione di un film in una sala cinematografica al pari della sua fruizione domestica, il varietà televisivo del sabato sera, la finale della Coppa dei Campioni di calcio o ancora le evoluzioni di animali ammaestrati al circo? Sia dal punto di vista storico che da quello teorico lo spettacolo del XX secolo, e del XXI che è appena iniziato, è segnato dall’incontro/scontro fra cinema e teatro o, come sembra più corretto dire, fra spettacoli “dal vivo” e spettacoli “tecnicamente riprodotti”. Che ripercussioni tutto ciò comporta sui metodi di indagine e su ciò che tradizionalemente crediamo di conoscere circa lo spettacolo? Il volume propone una mappa fenomenologica degli “spettacoli” nella realtà contemporanea, una ricognizione critica della nozione di “spettacolo” e infine una riflessione intorno ad alcune categorie utilizzabili per differenziare adeguatamente le metodologie di studio delle due tipologie di “spettacolo”, quella “dal vivo” e quella “tecnologicamente riprodotta”.[...]
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