Il movimento di rinascita della filosofia pratica, in atto da qualche decennio, ha trovato punti fertili di ricerca e di elaborazione in maniera particolare, fra i pensatori tedeschi il cui dibattito ha avuto una significativa espressione in due pubblicazioni di Manfred Riedel [Rehabilitierung der praktischen Philosophie (1972-1974)].Il presente lavoro è teso ad analizzare criticamente l’opera di Riedel prendendo come riferimento la “riabilitazione aristotelica” rispetto al rapporto tra la riflessione dello stagirita e Thomas Hobbes su uno degli elementi chiave delle rispettive teorie politiche: la natura umana.Ad essere rilevato è il tentativo compiuto da Riedel di inserirsi nel dibattito sui rapporti tra metafisica e politica con una proposta: per giungere al chiarimento dei concetti teoretici fondamentali della politica occorre una via che escluda la metafisica e la sostituisca con la “meta politica”. Quest’ultima consisterebbe nel ripercorrere e chiarire riflessivamente i presupposti del linguaggio e della concettualizzazione politica tradizionale. Dopo essersi dedicato all’esame dei concetti politici aristotelici, lo scrittore tedesco dedica ampio spazio al rapporto che Thomas Hobbes intrattiene con il filosofo greco esprimendo l’intenzione di portare a definizione la disputa che è in corso da anni. Utilizzando la formula “evoluzione del paradigma”, Riedel non nega la svolta apportata da Hobbes rispetto ad Aristotele, ma rileva come per comprendere la “sostanza spirituale” del rapporto tra i due si debba evitare l’adozione di modelli alternativi tra loro e, contestualmente, sia necessario indicare l’aspetto ermeneutico delle formazioni dei rispettivi paradigmi.[...]

L'uomo naturale e il cittadino tra Aristotele e Hobbes. A proposito di un nuovo "linguaggio politico"

SORGI, Giuseppe
2005

Abstract

Il movimento di rinascita della filosofia pratica, in atto da qualche decennio, ha trovato punti fertili di ricerca e di elaborazione in maniera particolare, fra i pensatori tedeschi il cui dibattito ha avuto una significativa espressione in due pubblicazioni di Manfred Riedel [Rehabilitierung der praktischen Philosophie (1972-1974)].Il presente lavoro è teso ad analizzare criticamente l’opera di Riedel prendendo come riferimento la “riabilitazione aristotelica” rispetto al rapporto tra la riflessione dello stagirita e Thomas Hobbes su uno degli elementi chiave delle rispettive teorie politiche: la natura umana.Ad essere rilevato è il tentativo compiuto da Riedel di inserirsi nel dibattito sui rapporti tra metafisica e politica con una proposta: per giungere al chiarimento dei concetti teoretici fondamentali della politica occorre una via che escluda la metafisica e la sostituisca con la “meta politica”. Quest’ultima consisterebbe nel ripercorrere e chiarire riflessivamente i presupposti del linguaggio e della concettualizzazione politica tradizionale. Dopo essersi dedicato all’esame dei concetti politici aristotelici, lo scrittore tedesco dedica ampio spazio al rapporto che Thomas Hobbes intrattiene con il filosofo greco esprimendo l’intenzione di portare a definizione la disputa che è in corso da anni. Utilizzando la formula “evoluzione del paradigma”, Riedel non nega la svolta apportata da Hobbes rispetto ad Aristotele, ma rileva come per comprendere la “sostanza spirituale” del rapporto tra i due si debba evitare l’adozione di modelli alternativi tra loro e, contestualmente, sia necessario indicare l’aspetto ermeneutico delle formazioni dei rispettivi paradigmi.[...]
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