La crisi in cui è caduta la politica nel nostro tempo mostra tutti i sintomi dell’afasia: la perdita della parola come luogo della relazione etica e del riconoscimento di una dimensione etica del discorso; l’impoverimento delle parole e delle idee per un mondo sempre più espanso ma privo di orizzonte; la scissione dei legami strutturali e della dimensione simbolica delle argomentazioni e delle discussioni politiche, a fronte di una proliferazione incontrollata e metastatica di messaggi, informazioni, opinionismi e ricette di eticità. Nel cortocircuito tra iperproduzione e mancanza di assorbimento, si insegue una esigenza di formalismo e normazione che sopperisca alla perdita di ogni grammatica relazionale e di ogni sintassi etica. La politica è diventata un paradosso. E allora perché non assumere un pensiero paradossale, come in Achille e la tartaruga? Achille, il più veloce, è la forza propulsiva del progresso, della tecnica, del mutamento inarrestabile dei processi globali, la tartaruga è il tempo lento ma inafferrabile dell’etica che più goffamente, tuttavia, non verrà sopraggiunta dall’altro se non a prezzo di rivedere la distanza, il movimento nel tempo, il senso stesso della direzione e della corsa dell’uomo tra passato, presente e futuro. Il volume, nel quale si confrontano le prospettive ermeneutiche delle due autrici, ruota sul tema della comunicazione e dell’ascolto, e sulla crisi della democrazia e di una politica costretta a farsi rincorrere, ma anche a rincorrere senza successo, non solo Achille ma anche la tartaruga. Il volume si snoda in due sezioni, la prima dal titolo "La politica tra comunicazione e mutamenti" e la seconda dal titolo "La politica tra dissolvenze ed eccedenze".

LE AFASIE DELLA POLITICA. Achille e la tartaruga

RICCI, Fiammetta
2013-01-01

Abstract

La crisi in cui è caduta la politica nel nostro tempo mostra tutti i sintomi dell’afasia: la perdita della parola come luogo della relazione etica e del riconoscimento di una dimensione etica del discorso; l’impoverimento delle parole e delle idee per un mondo sempre più espanso ma privo di orizzonte; la scissione dei legami strutturali e della dimensione simbolica delle argomentazioni e delle discussioni politiche, a fronte di una proliferazione incontrollata e metastatica di messaggi, informazioni, opinionismi e ricette di eticità. Nel cortocircuito tra iperproduzione e mancanza di assorbimento, si insegue una esigenza di formalismo e normazione che sopperisca alla perdita di ogni grammatica relazionale e di ogni sintassi etica. La politica è diventata un paradosso. E allora perché non assumere un pensiero paradossale, come in Achille e la tartaruga? Achille, il più veloce, è la forza propulsiva del progresso, della tecnica, del mutamento inarrestabile dei processi globali, la tartaruga è il tempo lento ma inafferrabile dell’etica che più goffamente, tuttavia, non verrà sopraggiunta dall’altro se non a prezzo di rivedere la distanza, il movimento nel tempo, il senso stesso della direzione e della corsa dell’uomo tra passato, presente e futuro. Il volume, nel quale si confrontano le prospettive ermeneutiche delle due autrici, ruota sul tema della comunicazione e dell’ascolto, e sulla crisi della democrazia e di una politica costretta a farsi rincorrere, ma anche a rincorrere senza successo, non solo Achille ma anche la tartaruga. Il volume si snoda in due sezioni, la prima dal titolo "La politica tra comunicazione e mutamenti" e la seconda dal titolo "La politica tra dissolvenze ed eccedenze".
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