“English will be the most respectable language in the world and the most universally read and spoken in the next century, if not before the close of this one”: la previsione di John Adams, secondo Presidente degli Stati Uniti d’America, alla fine del XVIII secolo, sembra già trovare alcune conferme. Indubbiamente, l’inglese è una delle lingue più diffuse al mondo – più di 300 milioni di persone la usano come first language, molti milioni di più come second language – e, senza contare i Paesi che fanno parte dell’“inner circle” (Kachru, 1992), ha una distribuzione geografica su oltre 100 stati. Può sembrare singolare, a prima vista, che la native language di un’isola tutto sommato piccola nel nord dell’Europa abbia avuto un tale processo evolutivo da trasformarsi in poco più di due secoli in un fenomeno linguistico di portata mondiale, dando vita – per varie ragioni di natura storica, socio-politica e non ultime di language contact con le lingue “altre” incontrate lungo il suo cammino nel corso delle sue migrazioni nei cinque continenti – ad innumerevoli varietà, molte delle quali (i case-studies dei capitoli 2 e 3 – Canadian English e South African English, ad esempio) con uno status già acquisito e consolidato di ufficialità e indipendenza; altre che stanno rapidamente emergendo e affermandosi, come lo Euro-English (il case-study del capitolo 4), che appare sempre di più come “the binding agent of a continent”.[...]

World Englishes: aspetti lessicali e geopolitici

ROSATI, FRANCESCA
2008

Abstract

“English will be the most respectable language in the world and the most universally read and spoken in the next century, if not before the close of this one”: la previsione di John Adams, secondo Presidente degli Stati Uniti d’America, alla fine del XVIII secolo, sembra già trovare alcune conferme. Indubbiamente, l’inglese è una delle lingue più diffuse al mondo – più di 300 milioni di persone la usano come first language, molti milioni di più come second language – e, senza contare i Paesi che fanno parte dell’“inner circle” (Kachru, 1992), ha una distribuzione geografica su oltre 100 stati. Può sembrare singolare, a prima vista, che la native language di un’isola tutto sommato piccola nel nord dell’Europa abbia avuto un tale processo evolutivo da trasformarsi in poco più di due secoli in un fenomeno linguistico di portata mondiale, dando vita – per varie ragioni di natura storica, socio-politica e non ultime di language contact con le lingue “altre” incontrate lungo il suo cammino nel corso delle sue migrazioni nei cinque continenti – ad innumerevoli varietà, molte delle quali (i case-studies dei capitoli 2 e 3 – Canadian English e South African English, ad esempio) con uno status già acquisito e consolidato di ufficialità e indipendenza; altre che stanno rapidamente emergendo e affermandosi, come lo Euro-English (il case-study del capitolo 4), che appare sempre di più come “the binding agent of a continent”.[...]
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