Le graduatorie pubblicate da diversi organismi appaiono sostanzialmente concordi nell’attribuire una progressiva perdita di competitività al Sistema Italia; ciò appare ancor più preoccupante alla luce della sempre maggiore spinta all’internazionalizzazione delle imprese e alla globalizzazione dei mercati, che fanno crescere in misura esponenziale le interdipendenze e le interazioni fra i sistemi economici nazionali e fra le imprese dei diversi Paesi.Gli studiosi che si sono occupati di questo fenomeno hanno cercato di inquadrare la complessa problematica nel tentativo di isolarne le cause e, quindi, di proporre la giusta “ricetta” per invertire tale tendenza negativa; molti appaiono concordi nell’identificare negli scarsi investimenti effettuati in ricerca e sviluppo e, più in generale, nella insufficiente capacità di innovare, alcuni dei motivi principali della perdita della capacità di competere delle nostre imprese.Nel presente lavoro, dopo aver messo in luce i possibili collegamenti tra l’innovazione e la crescita economica, abbiamo tentato di evidenziare alcune delle cause che maggiormente determinano i divari strutturali tra il nostro Paese e gli altri, ponendo particolare attenzione all’informazione statistica e al modo in cui essa viene costruita e resa disponibile: il fenomeno investigato, infatti, è talmente multiforme da non poter essere racchiuso in poche (o, al limite, una sola) informazioni quantitative; al contrario, necessità della possibilità di impiegare un’ampia batteria di indicatori che consenta di misurare opportunamente tutte le sfaccettature in cui esso si manifesta.Talvolta, tuttavia, le statistiche disponibili non riescono a cogliere la dinamica innovativa nella sua interezza, lasciando qualche dubbio sul potenziale esplicativo degli indicatori utilizzabili, e, quindi, sulla loro capacità di fornire un concreto contributo in termini di avanzamento nella conoscenza dei temi analizzati. Ciononostante, dalla grande mole di dati elaborati sembra venir fuori una descrizione estremamente articolata che, pur nelle difficoltà metodologiche incontrate, e nella consapevolezza di essere ben lontani dall’aver messo la parola fine su tale complesso argomento, ha permesso di delineare un quadro sufficientemente particolareggiato delle tematiche trattate[...]

Competitività del Sistema Italia e deficit di innovazione

CICCARELLI, Andrea
2008-01-01

Abstract

Le graduatorie pubblicate da diversi organismi appaiono sostanzialmente concordi nell’attribuire una progressiva perdita di competitività al Sistema Italia; ciò appare ancor più preoccupante alla luce della sempre maggiore spinta all’internazionalizzazione delle imprese e alla globalizzazione dei mercati, che fanno crescere in misura esponenziale le interdipendenze e le interazioni fra i sistemi economici nazionali e fra le imprese dei diversi Paesi.Gli studiosi che si sono occupati di questo fenomeno hanno cercato di inquadrare la complessa problematica nel tentativo di isolarne le cause e, quindi, di proporre la giusta “ricetta” per invertire tale tendenza negativa; molti appaiono concordi nell’identificare negli scarsi investimenti effettuati in ricerca e sviluppo e, più in generale, nella insufficiente capacità di innovare, alcuni dei motivi principali della perdita della capacità di competere delle nostre imprese.Nel presente lavoro, dopo aver messo in luce i possibili collegamenti tra l’innovazione e la crescita economica, abbiamo tentato di evidenziare alcune delle cause che maggiormente determinano i divari strutturali tra il nostro Paese e gli altri, ponendo particolare attenzione all’informazione statistica e al modo in cui essa viene costruita e resa disponibile: il fenomeno investigato, infatti, è talmente multiforme da non poter essere racchiuso in poche (o, al limite, una sola) informazioni quantitative; al contrario, necessità della possibilità di impiegare un’ampia batteria di indicatori che consenta di misurare opportunamente tutte le sfaccettature in cui esso si manifesta.Talvolta, tuttavia, le statistiche disponibili non riescono a cogliere la dinamica innovativa nella sua interezza, lasciando qualche dubbio sul potenziale esplicativo degli indicatori utilizzabili, e, quindi, sulla loro capacità di fornire un concreto contributo in termini di avanzamento nella conoscenza dei temi analizzati. Ciononostante, dalla grande mole di dati elaborati sembra venir fuori una descrizione estremamente articolata che, pur nelle difficoltà metodologiche incontrate, e nella consapevolezza di essere ben lontani dall’aver messo la parola fine su tale complesso argomento, ha permesso di delineare un quadro sufficientemente particolareggiato delle tematiche trattate[...]
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