Il dibattito scientifico sul benessere e/o sulla povertà si è già da tempo (A. K. Sen, 1981) concentrato sull’individuazione di concet-tualizzazioni e misurazioni alternative a quelle che prevedono il ri-corso a variabili attinenti ai soli aspetti materiali della vita degli indi-vidui e delle famiglie investigate; tali misure unidimensionali, infatti, pur presentando il non secondario vantaggio di essere più facilmente implementabili, appaiono, spesso, trascurare aspetti meno materiali ma altrettanto importanti (quali le condizioni psicologiche, abitative, di salute, il livello d’istruzione, ecc.) della vita quotidiana e ai quali possono attribuirsi almeno parte delle disuguaglianze tra le popola-zioni e i gruppi in cui queste si suddividono (A. B. Atkinson, 1987; G. Carbonaro, 2002; B. Nolan e C. T. Whelan, 1996a, 1996b; A. K. Sen, 1985, 1992; P. Townsend, 1993). In sostanza, si sta sempre più aprendo la strada ad un approccio teorico economico, che ha riflessi anche sulle problematiche di tipo più strettamente metodologico, teso ad esaltare il carattere multidi-mensionale degli aspetti legati alla povertà e/o al benessere degli in-dividui (E. Chiappero Martinetti, 1994; B. Cheli e A. Lemmi, 1995; B. Zheng, 1997; K. D. Mukherjee, 2001; K. Tsui, 2002; R. Garcia Diaz, 2003). Pur consapevoli degli elementi sopra descritti, e delle implicazioni sottostanti ad un’analisi basata sui soli aspetti materiali, il presente contributo si propone, in un’ottica di primo approccio al problema, di presentare alcuni spunti di riflessione in relazione alla distribuzione delle risorse economiche delle famiglie italiane, utilizzando come in-formazione statistica elementi di carattere essenzialmente “moneta-rio” (quali redditi, patrimonio, consumi), allo scopo di mettere in e-videnza dei “profili tipo” delle unità statistiche osservate. Tale scelta, del resto, appare giustificata dal fatto che gli aspetti economici e fi-nanziari, pur non essendo esaustivi delle tematiche trattate, ne costi-tuiscono una componente essenziale e determinante nella spiegazione di (buona parte) dei livelli di benessere/soddisfazione raggiunti.

Disponibilità economiche e profili familiari

CICCARELLI, Andrea
2009

Abstract

Il dibattito scientifico sul benessere e/o sulla povertà si è già da tempo (A. K. Sen, 1981) concentrato sull’individuazione di concet-tualizzazioni e misurazioni alternative a quelle che prevedono il ri-corso a variabili attinenti ai soli aspetti materiali della vita degli indi-vidui e delle famiglie investigate; tali misure unidimensionali, infatti, pur presentando il non secondario vantaggio di essere più facilmente implementabili, appaiono, spesso, trascurare aspetti meno materiali ma altrettanto importanti (quali le condizioni psicologiche, abitative, di salute, il livello d’istruzione, ecc.) della vita quotidiana e ai quali possono attribuirsi almeno parte delle disuguaglianze tra le popola-zioni e i gruppi in cui queste si suddividono (A. B. Atkinson, 1987; G. Carbonaro, 2002; B. Nolan e C. T. Whelan, 1996a, 1996b; A. K. Sen, 1985, 1992; P. Townsend, 1993). In sostanza, si sta sempre più aprendo la strada ad un approccio teorico economico, che ha riflessi anche sulle problematiche di tipo più strettamente metodologico, teso ad esaltare il carattere multidi-mensionale degli aspetti legati alla povertà e/o al benessere degli in-dividui (E. Chiappero Martinetti, 1994; B. Cheli e A. Lemmi, 1995; B. Zheng, 1997; K. D. Mukherjee, 2001; K. Tsui, 2002; R. Garcia Diaz, 2003). Pur consapevoli degli elementi sopra descritti, e delle implicazioni sottostanti ad un’analisi basata sui soli aspetti materiali, il presente contributo si propone, in un’ottica di primo approccio al problema, di presentare alcuni spunti di riflessione in relazione alla distribuzione delle risorse economiche delle famiglie italiane, utilizzando come in-formazione statistica elementi di carattere essenzialmente “moneta-rio” (quali redditi, patrimonio, consumi), allo scopo di mettere in e-videnza dei “profili tipo” delle unità statistiche osservate. Tale scelta, del resto, appare giustificata dal fatto che gli aspetti economici e fi-nanziari, pur non essendo esaustivi delle tematiche trattate, ne costi-tuiscono una componente essenziale e determinante nella spiegazione di (buona parte) dei livelli di benessere/soddisfazione raggiunti.
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