Nel’ambito di un’opera che si occupa del processo tributario, un capitolo di approfondimento sulle controversie che hanno ad oggetto le agevolazioni fiscali oramai si impone. Anche se le controversie sulle agevolazioni fiscali utilizzano lo stesso schema delle controversie tributarie tipiche, la particolarità dell’oggetto (le agevolazioni tributarie) e la specificità degli atti che se ne occupano giustificano una indagine separata. A questo proposito l’autrice rammenta che l’espressa previsione tra gli atti impugnabili del diniego o della revoca delle agevolazioni ha rappresentato, da parte del legislatore, un esplicito riconoscimento dell’autonomia del diniego rispetto agli atti impositivi e il recepimento del prevalente orientamento giurisprudenziale delineatosi nell’ordinamento precedente. D’altro canto, se la modalità tipica di avvio di una lite tributaria su agevolazioni fiscali è proprio quella che si origina dalla impugnazione di un atto di diniego o di revoca di un beneficio, essa non rappresenta la modalità esclusiva: la circostanza che non sempre la normativa prevede una procedura di riconoscimento delle agevolazioni fa sì che la contestazione in materia possa riconnettersi alla impugnazione di uno qualsiasi degli atti indicati nell’art. 19 del D. Leg.vo n. 546 del 1992. Al catalogo degli atti ivi elencati, oggi deve aggiungersi il nuovo strumento dell’avviso di recupero dei crediti d’imposta che il legislatore, sulla scorta di una diffusa prassi applicativa, ha normato con la legge finanziaria per il 2005 (legge 30 dicembre 2004, n. 311, commi 320 e ss.). Il legislatore, in verità, come l’autrice osserva criticamente, si è completamente disinteressato dei profili processuali dell’atto sicché l’affermazione della sua autonoma impugnabilità deriva da una interpretazione sistematica che ha come scopo quello di offrire al beneficiario della misura in contestazione la più ampia tutela. Lo scritto prosegue esaminando le criticità e le particolarità della procedura giurisdizionale quando ha ad oggetto misure di agevolazione sotto il profilo della prova e della esecuzione della sentenza che riconosce il beneficio. Chiude il capitolo un esame delle interconnessioni che possono esserci in materia con il diritto dell’Unione. Nella concessione di misure di agevolazione alle imprese, infatti, il legislatore nazionale deve essere rispettoso del principio della concorrenza alla cui tutela l’ordinamento europeo è informato, in caso contrario i benefici possono ricadere nel divieto di aiuti di Stato posto dall’art. 107 TFUE e colui che ne ha beneficiato essere tenuto a restituirli. [...]

AGEVOLAZIONI FISCALI E PROCESSO

PACE, Annalisa
2009

Abstract

Nel’ambito di un’opera che si occupa del processo tributario, un capitolo di approfondimento sulle controversie che hanno ad oggetto le agevolazioni fiscali oramai si impone. Anche se le controversie sulle agevolazioni fiscali utilizzano lo stesso schema delle controversie tributarie tipiche, la particolarità dell’oggetto (le agevolazioni tributarie) e la specificità degli atti che se ne occupano giustificano una indagine separata. A questo proposito l’autrice rammenta che l’espressa previsione tra gli atti impugnabili del diniego o della revoca delle agevolazioni ha rappresentato, da parte del legislatore, un esplicito riconoscimento dell’autonomia del diniego rispetto agli atti impositivi e il recepimento del prevalente orientamento giurisprudenziale delineatosi nell’ordinamento precedente. D’altro canto, se la modalità tipica di avvio di una lite tributaria su agevolazioni fiscali è proprio quella che si origina dalla impugnazione di un atto di diniego o di revoca di un beneficio, essa non rappresenta la modalità esclusiva: la circostanza che non sempre la normativa prevede una procedura di riconoscimento delle agevolazioni fa sì che la contestazione in materia possa riconnettersi alla impugnazione di uno qualsiasi degli atti indicati nell’art. 19 del D. Leg.vo n. 546 del 1992. Al catalogo degli atti ivi elencati, oggi deve aggiungersi il nuovo strumento dell’avviso di recupero dei crediti d’imposta che il legislatore, sulla scorta di una diffusa prassi applicativa, ha normato con la legge finanziaria per il 2005 (legge 30 dicembre 2004, n. 311, commi 320 e ss.). Il legislatore, in verità, come l’autrice osserva criticamente, si è completamente disinteressato dei profili processuali dell’atto sicché l’affermazione della sua autonoma impugnabilità deriva da una interpretazione sistematica che ha come scopo quello di offrire al beneficiario della misura in contestazione la più ampia tutela. Lo scritto prosegue esaminando le criticità e le particolarità della procedura giurisdizionale quando ha ad oggetto misure di agevolazione sotto il profilo della prova e della esecuzione della sentenza che riconosce il beneficio. Chiude il capitolo un esame delle interconnessioni che possono esserci in materia con il diritto dell’Unione. Nella concessione di misure di agevolazione alle imprese, infatti, il legislatore nazionale deve essere rispettoso del principio della concorrenza alla cui tutela l’ordinamento europeo è informato, in caso contrario i benefici possono ricadere nel divieto di aiuti di Stato posto dall’art. 107 TFUE e colui che ne ha beneficiato essere tenuto a restituirli. [...]
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