Luce Irigaray, psicanalista e filosofa della differenza sessuale, tratta il tema dell'amore quasi come un filo rosso che attraversa le sue opere e si intreccia, sotto vari profili, al rapporto tra politica e filosofia, tra democrazia e giustizia sociale, tra differenza sessuale e parità di genere, tra liberazione culturale e riscatto delle genealogie femminili. L'autrice propone di scoprire un nuovo alfabeto e una nuova grammatica politica attraverso un’etica della differenza sessuale. Da questa rifondazione etica è possibile “dare nascita l'uno all'altro”. Inventare un nuovo cammino, condividere e generarci nella relazione, incarnarci ogni giorno in uno spazio-tempo mai precostituito o imposto sull'altro che ci è prossimo. Solo il volto del desiderio e dell'amore può cambiare il volto del mondo in cui viviamo, affinché l'irriducibile differenza di ogni essere vivente possa realizzarsi nel non ancora, e nel non tutto qui. La possibilità della rinascita, del rifiorire a sè stessi nello stupore dell'altro, è l'opera di un amore che, però, non dice amo te, ma amo a te, come il titolo omonimo dell'opera del 1993 (in ed. it). Con quella "a" Luce Irigaray intende rompere ogni forma di dominazione e di oggettivazione tra i generi, di gerarchizzazione sessuale, di androcentrismo culturale: amo a te significa "non ti sottometto né di consumo; ti rispetto, ti lodo, mi apro a te". Quella a è la garanzia di una non riduzione della relazione interpersonale ad un modello soggetto/oggetto. E’ indice di due intenzionalità che non si prendono ma si protendono l'una all'altra, senza abolire le differenze ma rendendole alleate nell'aiutarsi a divenire, a fiorire, a riconoscersi, e ad ascoltare in silenzio che accada.
Amore, democrazia e differenza in Luce Irigaray: dare nascita l’uno all’altro.
F. RICCI
2026-01-01
Abstract
Luce Irigaray, psicanalista e filosofa della differenza sessuale, tratta il tema dell'amore quasi come un filo rosso che attraversa le sue opere e si intreccia, sotto vari profili, al rapporto tra politica e filosofia, tra democrazia e giustizia sociale, tra differenza sessuale e parità di genere, tra liberazione culturale e riscatto delle genealogie femminili. L'autrice propone di scoprire un nuovo alfabeto e una nuova grammatica politica attraverso un’etica della differenza sessuale. Da questa rifondazione etica è possibile “dare nascita l'uno all'altro”. Inventare un nuovo cammino, condividere e generarci nella relazione, incarnarci ogni giorno in uno spazio-tempo mai precostituito o imposto sull'altro che ci è prossimo. Solo il volto del desiderio e dell'amore può cambiare il volto del mondo in cui viviamo, affinché l'irriducibile differenza di ogni essere vivente possa realizzarsi nel non ancora, e nel non tutto qui. La possibilità della rinascita, del rifiorire a sè stessi nello stupore dell'altro, è l'opera di un amore che, però, non dice amo te, ma amo a te, come il titolo omonimo dell'opera del 1993 (in ed. it). Con quella "a" Luce Irigaray intende rompere ogni forma di dominazione e di oggettivazione tra i generi, di gerarchizzazione sessuale, di androcentrismo culturale: amo a te significa "non ti sottometto né di consumo; ti rispetto, ti lodo, mi apro a te". Quella a è la garanzia di una non riduzione della relazione interpersonale ad un modello soggetto/oggetto. E’ indice di due intenzionalità che non si prendono ma si protendono l'una all'altra, senza abolire le differenze ma rendendole alleate nell'aiutarsi a divenire, a fiorire, a riconoscersi, e ad ascoltare in silenzio che accada.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


