L’attuale centralità della disciplina europea in materia di tutela ambientale, e in particolare di protezione e conservazione delle aree naturali protette, è il frutto di un lungo processo evolutivo, segnato da criticità ma anche da rilevanti prospettive di sviluppo. Per lungo tempo, l’ambiente è stato toccato dalla normativa comunitaria solo in via indiretta, e cioè come servente al perseguimento degli obiettivi comunitari formalmente sanciti nei Trattati istitutivi. In assenza di una base giuridica specifica, e con il progressivo rafforzarsi della sensibilità verso la tutela ambientale, a partire dalla fine degli anni Settanta, la materia ha acquisito una propria disciplina comunitaria grazie al ricorso agli artt. 100 del Trattato CEE, sul ravvicinamento delle disposizioni legislative, e 235, relativo all’esercizio dei poteri impliciti. In questa fase, la direttiva ha rappresentato la fonte normativa principale. Un impulso decisivo all’evoluzione della politica ambientale europea è poi venuto dalla giurisprudenza della Corte di giustizia, che ha contribuito a riconoscere alla tutela dell’ambiente un ruolo via via più centrale, fino alla sua formale inclusione tra gli obiettivi dell’Unione all’interno dei Trattati. In questo contesto si è progressivamente rafforzato anche il ricorso al regolamento. Si esamina quindi l’evoluzione della disciplina sovranazionale sotto il profilo delle fonti. Il cambiamento degli strumenti normativi adottati dall’Unione – dalla direttiva 93/43/CEE, nota come Direttiva Habitat, al regolamento (UE) n. 1991/2024 sul ripristino della natura – riflette infatti la crescente centralità assunta nel tempo sia dalla tutela delle aree protette sia, più in generale, dalla protezione dell’ambiente nelle politiche unionali. In questa prospettiva, assume particolare rilievo l’impatto che tale evoluzione ha avuto sulle politiche interne degli Stati membri e sul riparto di competenze tra l’Unione e gli stessi Stati.

L’evoluzione della disciplina europea delle aree naturali protette

Sara Di Marco
2026-01-01

Abstract

L’attuale centralità della disciplina europea in materia di tutela ambientale, e in particolare di protezione e conservazione delle aree naturali protette, è il frutto di un lungo processo evolutivo, segnato da criticità ma anche da rilevanti prospettive di sviluppo. Per lungo tempo, l’ambiente è stato toccato dalla normativa comunitaria solo in via indiretta, e cioè come servente al perseguimento degli obiettivi comunitari formalmente sanciti nei Trattati istitutivi. In assenza di una base giuridica specifica, e con il progressivo rafforzarsi della sensibilità verso la tutela ambientale, a partire dalla fine degli anni Settanta, la materia ha acquisito una propria disciplina comunitaria grazie al ricorso agli artt. 100 del Trattato CEE, sul ravvicinamento delle disposizioni legislative, e 235, relativo all’esercizio dei poteri impliciti. In questa fase, la direttiva ha rappresentato la fonte normativa principale. Un impulso decisivo all’evoluzione della politica ambientale europea è poi venuto dalla giurisprudenza della Corte di giustizia, che ha contribuito a riconoscere alla tutela dell’ambiente un ruolo via via più centrale, fino alla sua formale inclusione tra gli obiettivi dell’Unione all’interno dei Trattati. In questo contesto si è progressivamente rafforzato anche il ricorso al regolamento. Si esamina quindi l’evoluzione della disciplina sovranazionale sotto il profilo delle fonti. Il cambiamento degli strumenti normativi adottati dall’Unione – dalla direttiva 93/43/CEE, nota come Direttiva Habitat, al regolamento (UE) n. 1991/2024 sul ripristino della natura – riflette infatti la crescente centralità assunta nel tempo sia dalla tutela delle aree protette sia, più in generale, dalla protezione dell’ambiente nelle politiche unionali. In questa prospettiva, assume particolare rilievo l’impatto che tale evoluzione ha avuto sulle politiche interne degli Stati membri e sul riparto di competenze tra l’Unione e gli stessi Stati.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11575/181561
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