The essay examines the capacity of Margaret Atwood’s The Handmaid’s Tale to regenerate itself over time through different media, languages, and cultural practices, while maintaining the political function of language and storytelling at its core. Starting from Atwood’s conception of the text as a “living” organism, the study interprets the work’s multiple transformations through the concepts of remediation, intermediality, and transmediality. Particular attention is devoted to the Special Edition audiobook, which restores a sonic and performative materiality to Offred’s voice, and to Pentagram’s installation on New York’s High Line, which relocates the dystopian narrative within public space. The essay also explores the relationship between memory, archive, and resistance in The Handmaid’s Tale and The Testaments, showing how the multiplication of voices and media transforms the memory of Gilead into a dynamic space of transmission and reinterpretation. Resistance and regeneration thus emerge as complementary processes through which the narrative survives, produces new meanings, and renews its cultural and political function.

Il saggio analizza la capacità di The Handmaid’s Tale di Margaret Atwood di rigenerarsi nel tempo attraverso media, linguaggi e pratiche culturali differenti, mantenendo centrale la funzione politica della parola e della narrazione. A partire dall’idea atwoodiana del testo come organismo “vivo”, lo studio interpreta le molteplici trasformazioni dell’opera attraverso le categorie della rimediazione, dell’intermedialità e della transmedialità. Particolare attenzione è dedicata alla Special Edition dell’audiolibro, che restituisce materialità sonora e performativa alla voce di Offred, e all’installazione realizzata da Pentagram sulla High Line di New York, che trasferisce la distopia nello spazio pubblico. Il saggio esamina inoltre il rapporto tra memoria, archivio e resistenza in The Handmaid’s Tale e The Testaments, mostrando come la moltiplicazione delle voci e dei media trasformi la memoria di Gilead in uno spazio dinamico di trasmissione e reinterpretazione. Resistenza e rigenerazione emergono così come processi complementari attraverso i quali il racconto sopravvive, produce nuovi significati e rinnova la propria funzione culturale e politica.

The Handmaid’s Tale tra resistenza e rigenerazione

Ruggiero Alessandra
2026-01-01

Abstract

The essay examines the capacity of Margaret Atwood’s The Handmaid’s Tale to regenerate itself over time through different media, languages, and cultural practices, while maintaining the political function of language and storytelling at its core. Starting from Atwood’s conception of the text as a “living” organism, the study interprets the work’s multiple transformations through the concepts of remediation, intermediality, and transmediality. Particular attention is devoted to the Special Edition audiobook, which restores a sonic and performative materiality to Offred’s voice, and to Pentagram’s installation on New York’s High Line, which relocates the dystopian narrative within public space. The essay also explores the relationship between memory, archive, and resistance in The Handmaid’s Tale and The Testaments, showing how the multiplication of voices and media transforms the memory of Gilead into a dynamic space of transmission and reinterpretation. Resistance and regeneration thus emerge as complementary processes through which the narrative survives, produces new meanings, and renews its cultural and political function.
2026
9791222332529
Il saggio analizza la capacità di The Handmaid’s Tale di Margaret Atwood di rigenerarsi nel tempo attraverso media, linguaggi e pratiche culturali differenti, mantenendo centrale la funzione politica della parola e della narrazione. A partire dall’idea atwoodiana del testo come organismo “vivo”, lo studio interpreta le molteplici trasformazioni dell’opera attraverso le categorie della rimediazione, dell’intermedialità e della transmedialità. Particolare attenzione è dedicata alla Special Edition dell’audiolibro, che restituisce materialità sonora e performativa alla voce di Offred, e all’installazione realizzata da Pentagram sulla High Line di New York, che trasferisce la distopia nello spazio pubblico. Il saggio esamina inoltre il rapporto tra memoria, archivio e resistenza in The Handmaid’s Tale e The Testaments, mostrando come la moltiplicazione delle voci e dei media trasformi la memoria di Gilead in uno spazio dinamico di trasmissione e reinterpretazione. Resistenza e rigenerazione emergono così come processi complementari attraverso i quali il racconto sopravvive, produce nuovi significati e rinnova la propria funzione culturale e politica.
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