La ricerca analizza il discorso d’odio di genere online come forma specifica di violenza linguistica che si manifesta all’interno delle architetture digitali contemporanee. L’indagine muove dalla constatazione che tale fenomeno rappresenta l’espressione di dinamiche di potere preesistenti, amplificate dagli strumenti digitali e dalla logica algoritmica delle piattaforme social, che tendono a privilegiare contenuti polarizzanti e conflittuali. L’obiettivo generale è quello di esaminare il fenomeno sotto molteplici prospettive al fine di individuare strategie efficaci di contrasto e di alfabetizzazione etica digitale, promuovendo una cittadinanza comunicativa consapevole e inclusiva. La metodologia adottata combina un approccio comparativo, qualitativo e interdisciplinare. La prima fase è dedicata alla costruzione di un quadro teorico fondato sull’analisi della letteratura sul linguaggio d’odio e sulle teorie del linguaggio performativo, con particolare attenzione ai contributi della filosofia femminista. La seconda fase si concentra sull’analisi comparata tra gli ordinamenti italiano e francese, condotta attraverso un periodo di ricerca presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi. Vengono inoltre esaminati casi studio emblematici mediante la consultazione di fonti documentali e la realizzazione di interviste qualitative e sono formulate proposte concrete: un modello di co-regolazione multilivello che include una Carta contro il sessismo online, un Codice Etico per le piattaforme digitali, la promozione di protocolli di intesa e un’estensione del ruolo della Consigliera di fiducia alla prevenzione dei discorsi d’odio online. Infine, la terza fase propone di configurare l’alfabetizzazione digitale come capacità fondamentale per la partecipazione effettiva alla vita pubblica attraverso l’elaborazione del concetto innovativo di “pedagogia affettiva della cittadinanza digitale”, intesa come percorso educativo orientato a formare la capacità critica di riconoscere e gestire le emozioni prodotte nell’ambiente digitale.

L’ODIO IN RETE DI GENERE: FORME E LINGUAGGI DI DISCRIMINAZIONE E DI VIOLAZIONE DEI DIRITTI NELLA SOCIETÀ DEMOCRATICA. Quali strategie e politiche di contrasto per una alfabetizzazione etica della comunicazione digitale? / Parisse, Chiara Alberta. - (2026).

L’ODIO IN RETE DI GENERE: FORME E LINGUAGGI DI DISCRIMINAZIONE E DI VIOLAZIONE DEI DIRITTI NELLA SOCIETÀ DEMOCRATICA. Quali strategie e politiche di contrasto per una alfabetizzazione etica della comunicazione digitale?

Chiara Alberta Parisse
2026-01-01

Abstract

La ricerca analizza il discorso d’odio di genere online come forma specifica di violenza linguistica che si manifesta all’interno delle architetture digitali contemporanee. L’indagine muove dalla constatazione che tale fenomeno rappresenta l’espressione di dinamiche di potere preesistenti, amplificate dagli strumenti digitali e dalla logica algoritmica delle piattaforme social, che tendono a privilegiare contenuti polarizzanti e conflittuali. L’obiettivo generale è quello di esaminare il fenomeno sotto molteplici prospettive al fine di individuare strategie efficaci di contrasto e di alfabetizzazione etica digitale, promuovendo una cittadinanza comunicativa consapevole e inclusiva. La metodologia adottata combina un approccio comparativo, qualitativo e interdisciplinare. La prima fase è dedicata alla costruzione di un quadro teorico fondato sull’analisi della letteratura sul linguaggio d’odio e sulle teorie del linguaggio performativo, con particolare attenzione ai contributi della filosofia femminista. La seconda fase si concentra sull’analisi comparata tra gli ordinamenti italiano e francese, condotta attraverso un periodo di ricerca presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi. Vengono inoltre esaminati casi studio emblematici mediante la consultazione di fonti documentali e la realizzazione di interviste qualitative e sono formulate proposte concrete: un modello di co-regolazione multilivello che include una Carta contro il sessismo online, un Codice Etico per le piattaforme digitali, la promozione di protocolli di intesa e un’estensione del ruolo della Consigliera di fiducia alla prevenzione dei discorsi d’odio online. Infine, la terza fase propone di configurare l’alfabetizzazione digitale come capacità fondamentale per la partecipazione effettiva alla vita pubblica attraverso l’elaborazione del concetto innovativo di “pedagogia affettiva della cittadinanza digitale”, intesa come percorso educativo orientato a formare la capacità critica di riconoscere e gestire le emozioni prodotte nell’ambiente digitale.
2026
XXXVIII
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11575/174200
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