La constatazione di un rinnovato interesse per l’istituto giuridico (non meno che per il fenomeno sociale) della recidiva in diversi paesi del mondo (Italia compresa), è alla base della ricerca i cui frutti sono raccolti in questa monografia. Il punto di partenza del lavoro è costituito dalla riflessione dottrinale ottocentesca attorno all’istituto della recidiva. Un istituto, in verità, difficile da assimilare all’interno di una dottrina giuridica che, sulla base delle riflessioni illuministe e delle feroci critiche rivolte ai sistemi penali di antico regime, si era voluto costruire come diritto penale del fatto, piuttosto che dell’autore. Il secondo capitolo del libro è invece dedicato allo studio del fenomeno sociale della recidiva. Il positivismo penale ottocentesco (quello di ispirazione lombrosiana, ma anche quello che da Lombroso cercò di prendere le distanze) pose la figura del criminale recidivo al centro della sua attenzione, volendone fare, in qualche modo, l’oggetto privilegiato di ogni intervento repressivo. Nell’ultimo capitolo vengono studiate le misure penali che vennero concretamente adottate per combattere un fenomeno, quello della criminalità recidiva, appunto, che era avvertito dall’opinione pubblica del XIX secolo come in continua e minacciosa crescita. In particolare nel testo viene analizzata la misura della deportazione dei recidivi. Misura introdotta per la prima volta in Francia nel 1885 e che si tentò di adottare anche in Italia a cavallo tra Otto e Novecento.[...]

L'armata del crimine. Teoria e repressione della recidiva in Italia. Una genealogia

MARCHETTI, Paolo
2008

Abstract

La constatazione di un rinnovato interesse per l’istituto giuridico (non meno che per il fenomeno sociale) della recidiva in diversi paesi del mondo (Italia compresa), è alla base della ricerca i cui frutti sono raccolti in questa monografia. Il punto di partenza del lavoro è costituito dalla riflessione dottrinale ottocentesca attorno all’istituto della recidiva. Un istituto, in verità, difficile da assimilare all’interno di una dottrina giuridica che, sulla base delle riflessioni illuministe e delle feroci critiche rivolte ai sistemi penali di antico regime, si era voluto costruire come diritto penale del fatto, piuttosto che dell’autore. Il secondo capitolo del libro è invece dedicato allo studio del fenomeno sociale della recidiva. Il positivismo penale ottocentesco (quello di ispirazione lombrosiana, ma anche quello che da Lombroso cercò di prendere le distanze) pose la figura del criminale recidivo al centro della sua attenzione, volendone fare, in qualche modo, l’oggetto privilegiato di ogni intervento repressivo. Nell’ultimo capitolo vengono studiate le misure penali che vennero concretamente adottate per combattere un fenomeno, quello della criminalità recidiva, appunto, che era avvertito dall’opinione pubblica del XIX secolo come in continua e minacciosa crescita. In particolare nel testo viene analizzata la misura della deportazione dei recidivi. Misura introdotta per la prima volta in Francia nel 1885 e che si tentò di adottare anche in Italia a cavallo tra Otto e Novecento.[...]
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