Obiettivo del presente saggio è interrogarsi, a partire da queste considerazioni, sulle implicazioni che le attuali trasformazioni del concetto di memoria comportano nella ricerca storica e in particolare nell’interpretazione dei conflitti politici8. In questa prospettiva, si rifletterà criticamente sul recente e più influente tentativo di concettualizzazione del ruolo della memoria nella storiografia: la mnemohistory, un metodo d’indagine proposto dal compianto egittologo Jan Assmann, volto ad analizzare «il significato che un determinato presente in perenne divenire attribuisce al passato». Si tratta di un approccio che, negli ultimi anni, è stato esteso a contesti storici differenti da quello antico analizzato da Assmann, da un gruppo di studiosi guidati da Marek Tamm che condividono con lui l’interesse ad indagare le forme attraverso cui gli avvenimenti vengono ricordati e rinegoziati nel tempo. Per quanto – come lo stesso Assmann riconosce – non si tratti di un’assoluta novità, dal momento che gli storici si sono da sempre confrontati con la rilettura degli avvenimenti del passato intesa come risorsa cruciale del dibattito e del conflitto politico, la proposta merita attenzione. Essa, infatti, mette in luce una tendenza odierna diffusa tra gli storici a trascurare lo studio delle condizioni politiche e dei repertori culturali che rendono possibile la genesi, e condizionano lo svolgimento, di eventi epocali destinati a diventare, in seguito, oggetto di durature battaglie di memoria.
UNA DEEP HISTORY ALLA ROVESCIA? DALL’USO POLITICO DELLA STORIA ALLA MNEMOHISTORY E VICEVERSA
DANIELE DI BARTOLOMEO
2025-01-01
Abstract
Obiettivo del presente saggio è interrogarsi, a partire da queste considerazioni, sulle implicazioni che le attuali trasformazioni del concetto di memoria comportano nella ricerca storica e in particolare nell’interpretazione dei conflitti politici8. In questa prospettiva, si rifletterà criticamente sul recente e più influente tentativo di concettualizzazione del ruolo della memoria nella storiografia: la mnemohistory, un metodo d’indagine proposto dal compianto egittologo Jan Assmann, volto ad analizzare «il significato che un determinato presente in perenne divenire attribuisce al passato». Si tratta di un approccio che, negli ultimi anni, è stato esteso a contesti storici differenti da quello antico analizzato da Assmann, da un gruppo di studiosi guidati da Marek Tamm che condividono con lui l’interesse ad indagare le forme attraverso cui gli avvenimenti vengono ricordati e rinegoziati nel tempo. Per quanto – come lo stesso Assmann riconosce – non si tratti di un’assoluta novità, dal momento che gli storici si sono da sempre confrontati con la rilettura degli avvenimenti del passato intesa come risorsa cruciale del dibattito e del conflitto politico, la proposta merita attenzione. Essa, infatti, mette in luce una tendenza odierna diffusa tra gli storici a trascurare lo studio delle condizioni politiche e dei repertori culturali che rendono possibile la genesi, e condizionano lo svolgimento, di eventi epocali destinati a diventare, in seguito, oggetto di durature battaglie di memoria.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


