Nel panorama delle metamorfosi politiche, sociali, economiche e ambientali in atto a scala globale, l’Europa prova ad assumersi la responsabilità di un duplice incarico: nutrire e guidare le transizioni gemelle , al contempo cercando di correggere gli squilibri territoriali interni. In un siffatto scenario, la geografia emerge come disciplina fondamentale per comprendere e governare le tensioni spaziali prodotte dalla Twin Transition. Quest’ultima, infatti, ha la doppia veste di elemento di sfida e di opportunità per l’avvenire socio-economico: gli strumenti della transizione digitale, come l’intelligenza artificiale, l’Internet of Things (IoT), la blockchain, hanno l’opportunità di offrire supporto alla transizione ecologica operando, ad esempio, sul monitoraggio in tempo reale dei consumi, sulla stessa tracciabilità delle materie prime, sull’implementazione di modelli di economia circolare. La Twin Transition non è solo una strategia tecnologica, dunque, ma una questione eminentemente geografica: ridisegna le relazioni tra luoghi, reti e attori su scala multilivello. Soprattutto nella sua applicazione (analisi spaziale, pianificazione territoriale, GIS ), la disciplina geografica appare cruciale nel fornire strumenti concettuali e operativi per analizzare l’impatto spaziale della doppia transizione e supportare la progettazione di politiche territoriali più eque e sostenibili. La presente proposta di contributo si muove su tali tensioni, mettendo in luce come i processi di transizione, pur rischiando di amplificare le disparità regionali esistenti, abbiano anche il potenziale di aprire spazi di innovazione per un ripensamento delle basi economiche, istituzionali e politiche della coesione; e, in dialogo con gli approcci storico-politici delle relazioni internazionali e con il dibattito filosofico riguardo alcuni dei concetti fondamentali che lo attraversano , mira a porre spunti per una riflessione geografico-critica delle condizioni di possibilità per un nuovo equilibrio europeo, provando a fornire una lettura integrata dei territori ed evidenziando il potenziale delle politiche place-based nel promuovere una configurazione diversa del panorama territoriale europeo. Infine, il contributo intende provare a mostrare come l’impiego di strumenti geografici (GIS, analisi spaziale, pianificazione territoriale) possa supportare una governance multilivello più equa delle transizioni, offrendo criteri e metodi per la valutazione del loro impatto territoriale.

Disparità territoriali e Twin Transition: le sfide per un nuovo equilibrio europeo

Erika Di Nicola
In corso di stampa

Abstract

Nel panorama delle metamorfosi politiche, sociali, economiche e ambientali in atto a scala globale, l’Europa prova ad assumersi la responsabilità di un duplice incarico: nutrire e guidare le transizioni gemelle , al contempo cercando di correggere gli squilibri territoriali interni. In un siffatto scenario, la geografia emerge come disciplina fondamentale per comprendere e governare le tensioni spaziali prodotte dalla Twin Transition. Quest’ultima, infatti, ha la doppia veste di elemento di sfida e di opportunità per l’avvenire socio-economico: gli strumenti della transizione digitale, come l’intelligenza artificiale, l’Internet of Things (IoT), la blockchain, hanno l’opportunità di offrire supporto alla transizione ecologica operando, ad esempio, sul monitoraggio in tempo reale dei consumi, sulla stessa tracciabilità delle materie prime, sull’implementazione di modelli di economia circolare. La Twin Transition non è solo una strategia tecnologica, dunque, ma una questione eminentemente geografica: ridisegna le relazioni tra luoghi, reti e attori su scala multilivello. Soprattutto nella sua applicazione (analisi spaziale, pianificazione territoriale, GIS ), la disciplina geografica appare cruciale nel fornire strumenti concettuali e operativi per analizzare l’impatto spaziale della doppia transizione e supportare la progettazione di politiche territoriali più eque e sostenibili. La presente proposta di contributo si muove su tali tensioni, mettendo in luce come i processi di transizione, pur rischiando di amplificare le disparità regionali esistenti, abbiano anche il potenziale di aprire spazi di innovazione per un ripensamento delle basi economiche, istituzionali e politiche della coesione; e, in dialogo con gli approcci storico-politici delle relazioni internazionali e con il dibattito filosofico riguardo alcuni dei concetti fondamentali che lo attraversano , mira a porre spunti per una riflessione geografico-critica delle condizioni di possibilità per un nuovo equilibrio europeo, provando a fornire una lettura integrata dei territori ed evidenziando il potenziale delle politiche place-based nel promuovere una configurazione diversa del panorama territoriale europeo. Infine, il contributo intende provare a mostrare come l’impiego di strumenti geografici (GIS, analisi spaziale, pianificazione territoriale) possa supportare una governance multilivello più equa delle transizioni, offrendo criteri e metodi per la valutazione del loro impatto territoriale.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11575/168621
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