La crisi economica non può giustificare scorciatoie, con cui nei fatti si produca un cortocircuito della legalità: nel diritto il fine non può giustificare il mezzo. Invece, negli ultimi tempi, lo strumento del diritto è stato sovente brandito per “combattere” la legalità e non già per affermarla. Nella convinzione, appunto, che una certa disciplina recata a tutela dell’ambiente costituisse un “ostacolo normativo” da rimuovere. Gli interventi normativi che si sono succeduti non hanno affatto teso alla chiarezza e, per quanto possibile, alla semplicità. Dettati dall’occasionalismo del momento, hanno finito per rendere sempre più incoerente il quadro normativo della materia e mostrato come la tutela ambientale poggi su una politica legislativa priva di robustezza. Ciò che occorre – per riprendere le parole della Corte costituzionale – è tornare a porre al centro della decisione politica il “valore primario ed assoluto” dell’ambiente. Farne un principio-guida per l’esercizio di ogni altra “politica”. Rendere ad esso una disciplina sistematica ed organica proiettata verso il medio e lungo termine e, pertanto, verso il futuro. Affinché, anche in ragione dei mutamenti climatici che stanno affliggendo il nostro pianeta, la sua tutela divenga effettiva, incisiva, concreta.
Ambiente e legalità
Enzo Di Salvatore
2019-01-01
Abstract
La crisi economica non può giustificare scorciatoie, con cui nei fatti si produca un cortocircuito della legalità: nel diritto il fine non può giustificare il mezzo. Invece, negli ultimi tempi, lo strumento del diritto è stato sovente brandito per “combattere” la legalità e non già per affermarla. Nella convinzione, appunto, che una certa disciplina recata a tutela dell’ambiente costituisse un “ostacolo normativo” da rimuovere. Gli interventi normativi che si sono succeduti non hanno affatto teso alla chiarezza e, per quanto possibile, alla semplicità. Dettati dall’occasionalismo del momento, hanno finito per rendere sempre più incoerente il quadro normativo della materia e mostrato come la tutela ambientale poggi su una politica legislativa priva di robustezza. Ciò che occorre – per riprendere le parole della Corte costituzionale – è tornare a porre al centro della decisione politica il “valore primario ed assoluto” dell’ambiente. Farne un principio-guida per l’esercizio di ogni altra “politica”. Rendere ad esso una disciplina sistematica ed organica proiettata verso il medio e lungo termine e, pertanto, verso il futuro. Affinché, anche in ragione dei mutamenti climatici che stanno affliggendo il nostro pianeta, la sua tutela divenga effettiva, incisiva, concreta.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.