La riflessione sociologica ha posto finora scarsa attenzione al tema del rap- porto tra persone e spazio marittimo, dando spesso per scontate rappresen- tazioni ‘naturalmente’ terrestri della società o immagini derivate dai classici del pensiero sociologico che hanno spesso lasciato inevasa la domanda sul dove si trovi la società e quali siano i suoi confini. Questa breve riflessione, parlando nello specifico del contesto mediterraneo, vuole anche essere un piccolo contributo al dibattito scientifico del nostro paese introducendo i risultati del rinnovato interesse inter-disciplinare per il mare e gli oceani delle scienze sociali. In parole semplici, una prospettiva criticamente e genuinamente marittima aspira a osservare le persone e le loro relazioni ‘nel, con e attraverso’ il mare, e a non estrometterlo come puro ambiente non sociale. Tanto il mar Mediterraneo dell’antichità che l’oceano della società globale hanno un tratto comune: presentano uno status ambivalente che è il risultato della costruzione sociale di uno spazio non possedibile di per sé, ma in cui e attraverso cui il potere statuale può essere legittimamente esercitato al fine di tutelare i propri interessi.

"Confini mobili. Identità e culture nel Mediterraneo nell'ottica di una sociologia con il mare"

Emilio Cocco
2017-01-01

Abstract

La riflessione sociologica ha posto finora scarsa attenzione al tema del rap- porto tra persone e spazio marittimo, dando spesso per scontate rappresen- tazioni ‘naturalmente’ terrestri della società o immagini derivate dai classici del pensiero sociologico che hanno spesso lasciato inevasa la domanda sul dove si trovi la società e quali siano i suoi confini. Questa breve riflessione, parlando nello specifico del contesto mediterraneo, vuole anche essere un piccolo contributo al dibattito scientifico del nostro paese introducendo i risultati del rinnovato interesse inter-disciplinare per il mare e gli oceani delle scienze sociali. In parole semplici, una prospettiva criticamente e genuinamente marittima aspira a osservare le persone e le loro relazioni ‘nel, con e attraverso’ il mare, e a non estrometterlo come puro ambiente non sociale. Tanto il mar Mediterraneo dell’antichità che l’oceano della società globale hanno un tratto comune: presentano uno status ambivalente che è il risultato della costruzione sociale di uno spazio non possedibile di per sé, ma in cui e attraverso cui il potere statuale può essere legittimamente esercitato al fine di tutelare i propri interessi.
2017
978-88-94885-37-8
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