Per la prima volta nella storia del processo di integrazione il principio della prevalenza del diritto europeo trova una sua espressa codificazione nel Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa. Secondo quanto sancito dall’art. I-6 della Costituzione, la prescrizione sulla prevalenza interesserà tanto la Costituzione quanto il diritto adottato dalle istituzioni dell’Unione.É opinione diffusa, in dottrina, quella per cui dalla clausola sulla prevalenza recepita dal Trattato-Costituzione discenderebbero effetti analoghi a quelli prodotti dalle clausole di supremazia degli ordinamenti federali e che, pertanto, la prescrizione relativa, in ipotesi di contrasto tra diritto europeo e diritto interno, determinerebbe direttamente l’invalidità della norma nazionale. Il lavoro si propone di confutare tale tesi, sul presupposto che – salvo il caso di un futuro orientamento di segno contrario che spinga la prassi e la giurisprudenza comunitaria verso soluzioni interpretative ispirate a criteri di effettività – ciò non sembra trovare un convincente ancoraggio nell’interpretazione letterale e soprattutto teleologico-sistematica della Costituzione. L’opinione che sembra da preferire, al contrario, ritiene che la clausola posta dall’art. I-6, razionalizzando quanto già noto ed effettivo nel diritto comunitario, si limiti a richiedere, ancora una volta, che il conflitto tra la norma europea e la norma interna venga ricomposto attraverso il consueto rimedio della “non applicazione” del diritto interno, essendo del tutto irrilevante quale possa essere, poi, la sorte della norma statale non applicata. [...]

La prevalenza del diritto europeo nel Trattato che adotta una Costituzione per l'Europa

DI SALVATORE, Enzo
2015

Abstract

Per la prima volta nella storia del processo di integrazione il principio della prevalenza del diritto europeo trova una sua espressa codificazione nel Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa. Secondo quanto sancito dall’art. I-6 della Costituzione, la prescrizione sulla prevalenza interesserà tanto la Costituzione quanto il diritto adottato dalle istituzioni dell’Unione.É opinione diffusa, in dottrina, quella per cui dalla clausola sulla prevalenza recepita dal Trattato-Costituzione discenderebbero effetti analoghi a quelli prodotti dalle clausole di supremazia degli ordinamenti federali e che, pertanto, la prescrizione relativa, in ipotesi di contrasto tra diritto europeo e diritto interno, determinerebbe direttamente l’invalidità della norma nazionale. Il lavoro si propone di confutare tale tesi, sul presupposto che – salvo il caso di un futuro orientamento di segno contrario che spinga la prassi e la giurisprudenza comunitaria verso soluzioni interpretative ispirate a criteri di effettività – ciò non sembra trovare un convincente ancoraggio nell’interpretazione letterale e soprattutto teleologico-sistematica della Costituzione. L’opinione che sembra da preferire, al contrario, ritiene che la clausola posta dall’art. I-6, razionalizzando quanto già noto ed effettivo nel diritto comunitario, si limiti a richiedere, ancora una volta, che il conflitto tra la norma europea e la norma interna venga ricomposto attraverso il consueto rimedio della “non applicazione” del diritto interno, essendo del tutto irrilevante quale possa essere, poi, la sorte della norma statale non applicata. [...]
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